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Posted By grim on aprile 27th, 2010

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Archive for maggio 2nd, 2010

Antologia; Folk beat n.1 – In morte di S.F.

Posted By Tom on maggio 2nd, 2010

Apro questa antologia dei celebri pezzi di Francesco Guccini con “In morte di S.F.”, seconda traccia del 33 giri “Folk beat n.1″, pubblicato nel 1967. Così racconta Franco Ceccarelli dell’Equipe 84: “Eravamo al Festival Nazionale dell’Unità a Ferrara. Pochi minuti prima di salire sul palco qualcuno ci viene a dire che Silvana, una della compagnia del bar Grande Italia, era morta in un incidente stradale. Davanti a noi c’erano cinquantamila persone che aspettavano, e non sapevano che Silvana era una nostra amica e che se n’era andata”. Francesco Guccini dedica, così, la canzone a Silvana Fontana. Il brano verrà ridepositato alla SIAE a nome di Guccini con il titolo, oggi più celebre, “Canzone per un’amica”.

La canzone racconta di una ragazza sorridente che, con accanto il suo fidanzato, guida in autostrada in una giornata d’estate solare e “dolce”, fino a che la macchina si schianta con un’altra, procurando la morte alla ragazza. Si nota subito come Guccini riesce a trasformare una giornata solare in una giornata di morte. E con un climax, di strofa in strofa, Guccini passa dalla dolcezza di una giornata d’estate, allo sconvolgimento dell’autostrada che impazzisce e del cielo che crolla per descrivere la morte, fino ad arrivare al greve silenzio post-incidente. Lasciando alle strofe precedenti l’amarezza della vicenda, Guccini chiude la canzone ricordando l’amica che sorride, ascoltando le sue canzoni.

“In morte di S.F.” è la prima vera ballata di Guccini, riconducibile all’ambito dylaniano. E di fatti, è proprio nel suo periodo giovanile, quando faceva parte del gruppo de “I gatti”, che diedero poi vita all’Equipe 84, che si avvicina al beat e a Bob Dylan. Le tematiche della canzone sono quelle che percorreranno tutta la carriera del cantautore: la morte e la caducità della vita, anche se giovane e spensierata; a ciò Guccini ricollega un senso di insignificanza della vita stessa, chiedendo all’amica defunta “a che cosa è servito vivere, amare, soffrire, spendere tutti i tuoi giorni passati se così presto hai dovuto partire, se presto hai dovuto partire”. La malinconia di questa storia di vita quotidiana, che traspare dalla parole, viene, però, trasmessa con sonorità e frasi melodiche, quasi tutte discendenti. Ed è da questa canzone che prende via una delle peculiarità di Guccini: la ripetizione dell’ultimo verso di ciascuna strofa.

P&L
Tom

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clicca qui per il testo completo->testo completo di "in morte di S.F."-"canzone per un'amica"