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Posted By grim on aprile 27th, 2010

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Archive for maggio 9th, 2010

Antologia; Tutto Fabrizio De Andrè – La canzone di Marinella

Posted By grim on maggio 9th, 2010

Nel 1966 la Storia musicale registra tra le sue pagine il primo album di Fabrizio De Andrè.

Giovane e introverso cantante, destinato a diventare il più grande poeta italiano del secondo dopoguerra, viene lanciato alla ribalta da Mina, quando la più famosa collega s’innamora di un suo singolo, La canzone di Marinella, e la canta al grande pubblico.

All’improvviso tutti vogliono Marinella, tutti vogliono quel timido genovese che le ha dato vita.

La copertina dell'album "Tutto Fabrizio De Andrè"

Fu così che De Andrè raccolse in un album, “Tutto Fabrizio De Andrè”, i dieci singoli pubblicati nel corso degli anni ‘60, tra i quali La Guerra di Piero, Il testamento, La città vecchia, veri biglietti da visita di quella che sarebbe stata la sua prolifera carriera.

L’album annovera le più svariate tematiche, dai quartieri malfamati di Genova alla guerra, ma il protagonista è sempre lo stesso, il più debole, uomo o donna che sia; l’eroe non è l’uomo comune, ma quello al di sotto dell’uomo comune, il reietto della società, che Faber non si permette di condannare mai, ma anzi mostra per esso simpatia e comprensione.

Così nasce “La canzone di Marinella”, reinterpretazione quasi fiabesca di una storia vera, riguardante una prostituta di nome appunto Marinella, uccisa sulla riva di un torrente.

De Andrè disse di Marinella: “È stata cacciata dagli zii e si è messa a battere lungo le sponde del Tanaro, e un giorno ha trovato uno che le ha portato via la borsetta dal braccio e l’ha buttata nel fiume. E non potendo fare niente per restituirle la vita, ho cercato di cambiarle la morte.”

Nella canzone Marinella è una prostituta povera e sola, senza la speranza di un’emozione, che si imbatte un giorno in uomo semplice e bello, capace di regalarle quelle promesse e quei sentimenti in grado di infiammare il cuore di qualsiasi donna.

sola senza il ricordo di un dolore
vivevi senza il sogno di un amore
ma un re senza corona e senza scorta
bussò tre volte un giorno alla sua porta”

Le basta guardarlo, con il suo chiaro cappello e il lucente mantello, per decidere di abbandonare la vecchia triste vita e seguirlo.

bianco come la luna il suo cappello
come l’amore rosso il suo mantello
tu lo seguisti senza una ragione
come un ragazzo segue un aquilone”

Di giorno, di notte, con il sole, con la luna e con le stelle, i due si lasciano andare alla passione e all’amore, alla tenerezza e all’ardore.

L’indomani, tornando dall’incontro amoroso, Marinella camminando lungo il fiume, vi cade misteriosamente e muore.

Mai il suo amato, il suo re senza corona, accetterà la sua prematura scomparsa, dopo un solo giorno d’amore, e continuerà a cercarla per il resto della sua vita.

dicono poi che mentre ritornavi
nel fiume chissà come scivolavi
e lui che non ti volle creder morta
bussò cent’anni ancora alla tua porta”

Così termina la storia di Marinella, e l’autore ne scrive anche l’epitaffio, lasciandosi andare a una metafora floreale.

questa è la tua canzone Marinella
che sei volata in cielo su una stella
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno, come le rose”

La canzone di Marinella è considerata dai critici una delle canzoni più leggere e appetibili per il grande pubblico tra il vastissimo repertorio del Faber, tuttavia mostra fin da subito la grande sensibilità umana e sociale che ha contraddistinto il cantante genovese.

Da un punto di vista testuale e musicale è da considerarsi un prodotto spurio, a causa della semplice melodia, dei pochi strumenti adoperati, e della presenza di rime molto comuni; tuttavia sono già presenti quell’accuratezza e incisività delle parole, e quell’armonia delle note, capaci di calare completamente l’ascoltatore nel contesto raccontato, e abbinare nitide immagini a una gradevole musica.

Un De Andrè acerbo, ma già consapevole di quelle grandi capacità artistiche e intellettuali tutte da scoprire in questa antologia.

La Canzone di Marinella, clicca qui per:

Francesco Woolftail Dal Moro

Ultim’ora; Ma il legittimo impedimento?

Posted By grim on maggio 9th, 2010

I quasi ex coniugi

Ieri Silvio Berlusconi si è sottoposto a un faccia a faccia con Veronica Lario, di fronte al giudice Gloria Servetti e ai rispettivi legali.

L’incontro è stato dettato dall’esigenza di discutere i termini economici della separazione; le parti erano finora molto distanti, ma dopo il lungo incontro di ieri pare che i quasi ex coniugi stiano giungendo a punto di incontro.

Non mi interessa addentrarmi nelle loro questioni personali, ma voglio solo porvi una domanda.

Perchè quando il premier deve recarsi in tribunale per farsi giudicare ha sempre qualche impegno istituzionale che lo costringe a ricorrere al legittimo impedimento, mentre quando deve presentarsi dal giudice per discutere le sue faccende personali tutti gli impegni politci svaniscono magicamente?

Francesco Woolftail Dal Moro