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Posted By grim on aprile 27th, 2010

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Archive for maggio 10th, 2010

La casa di Badalamenti nel nome di Peppino di Impastato – di Federica Berra

Posted By grim on maggio 10th, 2010
32 anni fa, un’intera Italia in lutto. Sgomento pubblico, paura, dolore. Un’Italia che piange e da qualche parte anche un’Italia che ride.

Oggi decorre infatti l’anniversario della morte di Aldo Moro e di Peppino Impastato uccisi dalle Brigate Rosse l’uno e dal boss Gaetano Badalamenti (Don Tano) l’altro, e da altri assassini-fantasma la cui identità non si è ancora voluta – pardon! – potuta rivelare.

Peppino Impastato

Allora, a Cinisi, contando cento simbolici passi dalla casa della famiglia Impastato, arrivavamo in via Umberto 183 e alzando la testa potevamo vedere “u zu Tanu” affacciato al balcone di casa sua.

Oggi, percorrendo i medesimi cento passi e alzando la testa, sullo stesso balcone possiamo vedere Giovanni Impastato, fratello di Peppino, affacciato a salutare il movimento antimafia raccolto giù in strada.

Dopo 25 anni dalla confisca dell’immobile fatta da parte di Falcone e Borsellino, finalmente la neonata Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità, apre le danze della sua attività con l’assegnazione della casa appartenuta a Gaetano Badalamenti al comune di Cinisi. La casa diverrà centro culturale “Peppino Impastato” nonché biblioteca comunale.

Una casa simbolo fisico e tangibile per spronare e sbrinare chi crede che la mafia sia invincibile perché invisibile, invalicabile e inevitabile. Una casa che ci insegna con nitido vigore come i cambiamenti siano possibili con quell’impegno, quel coraggio e quella forza di volontà che hanno caratterizzato l’operato di Giovanni Impastato, della madre Felicia e di tutti coloro che non hanno preferito distogliere lo sguardo, bensì guardare per bene quelle morti spaventose, guardare oltre i cadaveri ed oltre la paura. Un percorso lungo, compiuto per esplorare tutte le pieghe della situazione, per far luce su quella cava fatta di corridoi bui che conducono soltanto a ulteriori bivi.

Collegamenti, questa è la parola chiave, ma non vogliamo – oh pardon! -  riusciamo ancora a trovare la rete delle isotopie sottostanti. Giovanni approfitta della giornata di oggi per richiedere che le indagini sulla morte di suo fratello vengano riaperte, per scoprire gli assassini non solo di quella mafia cosiddetta militare, ma anche di quella mafia istituzionale ed economica molto più potente e pericolosa, che è cuore e tumore del nostro paese.

Fred