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Posted By grim on aprile 27th, 2010

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Archive for maggio 12th, 2010

Eventi; Torino, 14/5 – Jahloss-I

Posted By grim on maggio 12th, 2010
Venerdi 14 Maggio 2010 – Roots Vibes vol. 2
Bar H Demia (Via dell’ accademia albertina 3 bis m) Torino – 22.30..
Roots/Dub vibes

A volte siamo un po’ struzzi, altre un po’ gamberi – di Francesco Dal Moro

Posted By grim on maggio 12th, 2010
Le organizzazioni “Movimenti per la vita” e “Scienza e vita”, stanno organizzando una manifestazione di tre giorni che si terrà a Roma dal 21 al 23 Maggio.

Lo scopo della manifestazione è la legge 194, che disciplina l’aborto.

La “3 giorni”, chiamata dagli organizzatori Life Day, avverrà attraverso seminari in materia di aborto e diritto alla vita, tra i quali si segnala “Tempo di riforme: e la 194?”, cui prenderanno parte i presidenti della regione Lazio e Piemonte, Renata Polverini e Roberto Cota (il Presidente Cota non è un mistero che sia contrario all’aborto; basti pensare alle dichiarazioni sulla pillola abortiva l’indomani della sue elezione). L’evento culminerà con un corteo davanti al Senato, cui parteciperanno mamme con bebè al seguito nelle carrozzine.

L’articolo 4 della succitata legge, cuore della stessa e bersaglio della manifestazione, prevede che la donna possa ricorrere all’interruzione della gravidanza, entro i primi 90 giorni di gravidanza, allorchè “circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito”.

L’aborto è giustificato, secondo la legge, nei casi in cui la gravidanza o la maternità rechino pericoli di salute, fisici o psichici, per la madre. È dunque contemplato quando circostanze mediche indichino rischi di vita conseguenti a un parto, ma anche qualora una famiglia non si senta in grado di ottemperare ai doveri morali e materiali che la nascita e il mantenimento di un figlio richiedono.

Per questa seconda ipotesi esistono certamente alternative migliori all’aborto, come l’adozione, ma in un mondo dove sovente si sente raccontare dell’abbandono o dell’omicidio di neonati, negare la possibilità di interrompere una gravidanza indesiderata significa inevitabilmente incrementare tali barbarici fenomeni.

La legge 194 fu approvata nel 1978, e sottoposto a consultazione referendaria nella primavera del 1981.

Allora gli italiani votarono per la conferma della legge, sull’onda di un desiderio di civiltà e progresso, che ha infiammato gli animi del Belpaese fino allo scorso decennio.

La 194 non fu solo il frutto di un’epoca progressista (da un punto di vista sociale, più che politico), ma la conseguenza pratica al fatto che le donne italiane abortivano clandestinamente, attraverso cliniche abusive, in condizioni tutt’altro che igieniche, o esborsando grandi quantità di denaro presso ambulatori oltre confine, ad esempio in Svizzera. La legalizzazione e la conseguente regolamentazione della pratica abortiva non hanno fatto altro che venire incontro alle esigenze di persone che avrebbero ricorso ugualmente all’interruzione della gravidanza, ma in condizioni peggiori e rischiose.

Oggi, nel 2010, 29 primavere più tardi, ci sono ancora associazioni, cittadini e giovani politici (Roberto Cota e Renata Polverini non sono certo due “stagionati”) che vogliono negare un diritto riconosciuto in quasi tutto il pianeta.

Nel 2020 magari proveranno a bandire anche la pillola anticoncezionale, e nel 2050, chissà, cercheranno di riportare in auge le teorie geocentriche.

Ci interessiamo di poche cose, e quando lo facciamo ci guardiamo sempre indietro, e mai avanti.

A volte siamo un po’ struzzi, altre un po’ gamberi.

WOOLFTAIL