Facebook

A Francesco CodadiLupo piace

La fionda d'urtoLa fionda d'urto
Crea il tuo badge "Mi piace"
Antologia; Folk beat n.1 – Canzone del bambino nel vento (Auschwitz) | La fionda d'urto
splash

Posted By grim on aprile 27th, 2010

La Fionda è il Blog di tutti, e proprio per questo tutti, ma proprio tutti, sono invitati a esprimere le proprie opinioni! Registrati al blog, bastano un nickname e una password, senza nessun dato personale!

Manda il tuo articolo all’indirizzo lafiondadurto@live.it

In alternativa, lascia un commento sul nostro Guestbook, o al termine di un Post!

Un blog senza partecipanti, non ha ragione di esistere, dunque vi invitiamo calorosamente a leggere e a scrivere sulla Fionda!

Il team della Fionda

—–OGNI LUNEDI’ ALLE 14 LA FIONDA TRASMETTE IN DIRETTA L’INTERVENTO DI MARCO TRAVAGLIO PER PASSAPAROLA. VEDI CANALE USTREAM NELLA BARRA LATERALE DEL BLOG—–

——– INVIA SMS GRATIS DALLA FIONDA! TROVI IL BOX D’INVIO IN FONDO ALLA PAGINA SULLA DESTRA ——–

 

Antologia; Folk beat n.1 – Canzone del bambino nel vento (Auschwitz)

Posted By Tom on maggio 16th, 2010

“Auschwitz” fu scritta nel 1964 e fu incisa per la prima volta dall’Equipe 84 nel 1966. Compare poi nel 1967 nell’album “Folk beat n.1” con una struttura musicale che richiama, come le altre canzoni dell’album, il primo Bob Dylan, e con il titolo modificato in “Canzone del bambino nel vento (Auschwitz)”. Il titolo della canzone spiega già la tematica del brano, cioè l’orrore della furia hitleriana, che portò alla deportazione nei campi di concentramento, Auschwitz, appunto, è uno dei più famosi, di milioni di vittime innocenti. Lo stesso Guccini, infatti, ha dichiarato che trasse l’ispirazione per questa canzone dalla lettura di “Tu passerai per il camino – Vita e morte a Mauthausen”, un libro di memorie di Vincenzo Pappalettera.

Il cantautore tratta l’argomento dello sterminio nazista con una straordinaria dolcezza e delicatezza poetica, trasfuse in un testo semplice costituito di versi brevi e rime facili, che, con un’immediata efficacia, riescono a evocare quella triste malinconia che tanta fortuna portò al brano

La canzone, che apre in modo crudo e deciso (“Son morto con altri cento, son morto che ero bambino”), viene raccontata in prima persona da un bambino, che vive sulla propria pelle l’esperienza traumatica dei campi di sterminio. Un bambino fra tanti (“Son morto con altri cento”), non uno in particolare; ancora una volta, allora, Guccini sottolinea l’insignificanza di ogni singola vita umana di fronte alle circostanze della storia e della società, le quali hanno portato la morte a migliaia di altre persone. Un bambino, quindi, che ha già patito le sofferenze di Auschwitz (“passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento”) e che racconta il gelo, la freddezza e l’immobilità di un inverno silenzioso: “Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento nel freddo giorno d’ inverno”, “ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio”.

Alla crudeltà per la morte del narratore della canzone, nelle strofe successive, viene contrapposta la leggerezza tipica delle parole di un bambino, venendosi così a creare quel profondo senso di commozione che permea tutta la canzone. Il bambino, e lo stesso autore che nella seconda parte della canzone si identifica nelle parole del bambino, non riesce a darsi pace, nemmeno dopo la morte, e non riesce a capire il motivo di quanto è accaduto a lui e a tutti gli altri: “Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello”, “Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare”. L’innocenza del bambino, allora, si scontra inevitabilmente con la malvagità dell’essere umano, che, nella canzone, diventa una “belva umana” assetata di sangue. Ancora una volta, come in altre canzoni dell’album (per esempio noi non ci saremo), emerge il pessimismo antropologico da parte di Guccini nei confronti della specie umana che è capace di procurare dolore e patimenti non solo ai propri simili, ma anche ai propri piccoli, i bambini, che inequivocabilmente rappresentano la tenerezza e la purezza.

Una storia che racconta di un bambino anonimo e morto bruciato ad Auschwitz: una storia, quindi, emblematica di tutte le altre e che, condannando così il nazismo, diventa un inno alla memoria. Ma non solo. Guccini non si limita a questo, ma espande la sua commovente e ferma condanna all’orrore di tutte le guerre e sicuramente, lo si nota soprattutto dalle ultime strofe, fa riferimento alla agonizzante guerra del Vietnam, che in quegli anni stava mietendo le sue vittime. Un inno alla pace, quindi, ed è proprio per questo che la canzone ha trovato tanta fortuna negli anni successivi in tutti gli ambienti culturali dell’epoca, dai cattolici agli anarchici, ai comunisti. Tra le reinterpretazioni più famose del brano è da ricordare quella dei Nomadi, incisa nel 1979 nell’Album Concerto insieme a Guccini.

P&L
Tom

Clicca qui per la versione live-> Auschwitz live, Francesco Guccini
Clicca qui per il testo completo-> testo completo di Auschwitz

Tags: , , , ,

Similar Posts

1.707 Responses to “Antologia; Folk beat n.1 – Canzone del bambino nel vento (Auschwitz)”

  1. valley scrive:

    You must see this website ……

    We came across a cool web site which you may appreciate visiting ……

  2. Title…

    [...]always a significant fan of linking to bloggers that I love but do not get quite a bit of link like from[...]…

  3. bike scrive:

    Title…

    [...]usually posts some really fascinating stuff like this. If you are new to this site[...]…

  4. Title…

    [...]Here are a number of the sites we suggest for our visitors[...]…

  5. Title…

    [...]that will be the end of this post. Here you will uncover some web-sites that we think you’ll value, just click the links over[...]…

  6. Great website…

    [...]we like to honor many other internet sites on the web, even if they aren’t linked to us, by linking to them. Under are some webpages worth checking out[...]……

  7. Gems form the internet…

    [...]very few websites that happen to be detailed below, from our point of view are undoubtedly well worth checking out[...]……

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.

La fionda d'urto

Promuovi anche tu la tua pagina