splash

Posted By grim on aprile 27th, 2010

La Fionda è il Blog di tutti, e proprio per questo tutti, ma proprio tutti, sono invitati a esprimere le proprie opinioni! Registrati al blog, bastano un nickname e una password, senza nessun dato personale!

Manda il tuo articolo all’indirizzo [email protected]

In alternativa, lascia un commento sul nostro Guestbook, o al termine di un Post!

Un blog senza partecipanti, non ha ragione di esistere, dunque vi invitiamo calorosamente a leggere e a scrivere sulla Fionda!

Il team della Fionda

—–OGNI LUNEDI’ ALLE 14 LA FIONDA TRASMETTE IN DIRETTA L’INTERVENTO DI MARCO TRAVAGLIO PER PASSAPAROLA. VEDI CANALE USTREAM NELLA BARRA LATERALE DEL BLOG—–

——– INVIA SMS GRATIS DALLA FIONDA! TROVI IL BOX D’INVIO IN FONDO ALLA PAGINA SULLA DESTRA ——–

 

Archive for maggio 27th, 2010

Ultim’ora

Posted By Tom on maggio 27th, 2010

Ultim’ora – Ennesima morte sul lavoro. Ieri, 26 maggio, Giuseppe Nava, originario di Lecce, 45 anni, precipita nel pozzo, profondo trenta metri, del cantiere Porta Nuova, tra Garibaldi, Isola e Varesine e vi rimane per circa cinque ore prima del ritrovamento. Alcuni operai raccontano di averlo visto per l’ultima volta intorno alle 15; solo alle 19, al momento dell’uscita, hanno realizzato che era scomparso e hanno iniziato a cercarlo. I vigili del fuoco hanno recuperato il cadavere intorno alle 20. L’operaio è probabilmente affogato, dato che il pozzo era pieno d’acqua per metà.

Gli ispettori della polizia e dell’Asl dovranno capire le dinamiche dell’incidente e i punti da chiarire in base agli elementi finora raccolti. Intanto il numero delle morti bianche sale, numero che solo nel primo trimestre di quest’anno ha raggiunto quota 107, di cui il 18,7% solo in Lombardia. La mattanza continua.

P&L
Tom

Ultim’ora

Posted By Tom on maggio 27th, 2010

Ultim’ora – Crack Parmalat. Ieri, 26 maggio, la Corte d’appello di Milano ha confermato la sentenza di condanna a dieci anni di reclusione per le accuse di aggiotaggio e ostacolo all’autorità di vigilanza a Calisto Tanzi, già condannato in primo grado. La sentenza ha, inoltre, condannato a due anni e sei mesi di reclusione Giovanni Bonici, ex presidente di Parmalat Venezuela, e a tre anni di reclusione Luciano Silingardi, consigliere indipendente del gruppo, assolti entrambi in primo grado. Sono state confermate, poi, le sentenze di assoluzione per i tre funzionari di Bank Of America.

Tanzi dovrà risarcire i 32000 risparmiatori per un ammontare complessivo di 100 milioni di euro. Ma, nonostante si sia parlato di un suo tesoro nascosto in conti esteri, che i magistrati non sono riusciti a rintracciare, oggi l’ex patron della Parmalat si dichiara nullatenente, rendendo così la sentenza di risarcimento ineseguibile. Oltre il danno, anche la beffa.

P&L
Tom

Dalla retro alla quinta, ecco la manovra del governo – di Francesco Dal Moro

Posted By grim on maggio 27th, 2010

Dopo due anni di ottimismo e negazione dell’innegabile, il governo ha cominciato, negli ultimi mesi, a scorgere la presenza della crisi. Così, se nell’estate del 2008 il neo eletto Presidente del Consiglio audacemente dichiarava lontana la crisi, definendola un virus americano, non infettivo per un paese giovane e forte come l’Italia, sul finire del 2009 ecco la retromarcia, con la candida ammissione di una lieve crisi economica in essere. L’Italia patisce la crisi per l’inerzia europea, dicevano, ma la nostra ripresa è ai livelli di paesi come Germania o Francia, dicevano.

Da un mese a questa parte, forse dopo avere dato uno sguardo ai conti pubblici, forse dopo aver analizzato i tassi di crescita e di disoccupazione, forse atterrendosi dal capitombolo ellenico, o forse dopo aver scoperto che la condizione italiana è più simile a quella irlandese, spagnola o portoghese, i nostri governatori hanno innescato, dalla retro, la quinta.

Tempi duri, tempi di tagli e sacrifici per tutti, dicono. Per lo meno lo dice Letta, perchè Berlusconi di sacrifici proprio non vuole sentirne parlare. Costano cari in termini di popolarità, gli italiani non sono disposti a fare sacrifici, a vedere tagliate le loro risorse, ha detto.

Orbene, dopo aver palesato una volta di più la propria incoerenza e cecità politica, la nostra classe dirigente è riuscita ad arrivare alle conclusioni dovute. Meglio tardi che mai, nel Paese dove tutto è in ritardo, dai treni alla nube vulcanica islandese.

Tra quinte e retromarce, il ministro Tremonti ha varato la sua Manovra, che a Berlusconi non è piaciuta affatto per il menzionato dazio dell’impopolarità che essa potrebbe trascinar con sè.

Il fatto stesso che un maniaco dei sondaggi e della popolarità come il premier si senta minacciato da tale manovra, conferma la potenziale bontà della stessa. Un governo, in tempo di crisi, deve essere assolutamente pronto e disposto a prendere misure impopolari, atte al bene comune; ma Berlusconi è un demagogo, e la demagogia mira al consenso, non certo al bene comune.

Analizziamo dunque sommariamente questa legge, chiamata Manovra dai media, e divisa in 54 articoli. Occorre premettere che la maggior parte delle disposizioni necessiteranno altri leggi, o regolamenti, che ne specifichino i termini economici e giuridici (ad es. l’ammontare di un taglio) per la effettiva realizzazione, e quindi per un concreto e attendibile giudizio. Da qui la conseguente sommarietà dell’analisi punto per punto:

  • Bloccati gli aumenti degli stipendi dei dipendenti pubblici già a partire da quest’anno. Il congelamento dura per quattro anni, fino al 2013. Primo positivo argine agli sprechi, anche se sarà necessaria una misura più drastica, quale l’abbassamento di diversi stipendi di dipendenti pubblici, dai portaborse ai parlamentari, passando per i funzionari di enti locali (province, comuni) e regioni
  • Taglio del 10% ai ministeri, e riduzione del numero di auto blu. Il taglio è abbastanza contenuto, si ne poteva applicare uno maggiore, considerati quelli fatti all’università e alla ricerca. Per le auto blu dovremo attendere una legge, o un regolamento, che stabilisca numericamente l’effettiva riduzione.
  • Tagli del 10% allo stipendio dei magistrati che ecceda gli 80.000 euro, e per i magistrati del Csm. Positivo il taglio allo stipendio dei magistrati (che comunque rimane, per gli interessati, di 6000 euro lordi mensili), e non alle risorse della giustizia.
  • Tagli ai costi della politica. Le riduzioni di spesa che decideranno il Quirinale, il Senato, la Camera e la Corte Costituzionale, nella loro autonomia, finanzieranno la Cassa Integrazione. L’autonomia lasciata agli organi citati trova fondamento nel criterio di competenza.
  • Tagli a Palazzo Chigi e alla protezione civile. Positivo, non fosse che il premier in persona ne ha imposto la cancellazione. Dunque nessun taglio a Palazzo Chigi e alla Protezione Civile; gli unici tagli e sacrifici cui si è opposto, alla fine, non sono quelli degli italiani ma i suoi (riesce a metterci un “ad personam” dappertutto)
  • Innalzamento all’80% della soglia di invalidità necessaria per ottenere la pensione di invalidità, e maggiori controlli. Positiva la lotta ai finti invalidi, se effettivamente avverrà; decisamente alta la soglia dell’80%.
  • Soppressione di enti inutili, come l’Ice, l’Isae, l’Ipsema etc, e riduzione dei finanziamenti a 72 enti. Non conoscendoli tutti, ente per ente, non posso valutare dettagliatamente questa disposizione; sicuramente però, vige attualmente un sovraffollamento di enti, per lo più inutili, gravosi per le finanze dello Stato.
  • Tagli del 5 e del 10% a manager della pubblica amministrazione con salari oltre i 90.000 euro e i 130.000 euro. Piuttosto esiguo.
  • Accelerazione dei tempi per l’aumento dell’età pensionabile a 65 anni per le donne dipendenti della pubblica amministrazione, prevista entro gennaio 2016. Pagare più tardi la pensione ai cittadini ti fa risparmiare sull’immediato, ma rallenta la ripresa dell’occupazione e il ricambio generazionale nel lavoro.
  • Zone a burocrazia zero, nelle quale per aprire un’attività ci si potrà rivolgere ad un solo soggetto. Progetto interessantissimo, in un paese dove la burocrazia non solo costa cara alle casse pubbliche, ma rallenta anche gli investimenti e quindi la produttività; bisognerà tuttavia valutarne la realizzazione, per dare un giudizio definitivo.
  • Si recuperano risorse attraverso il definanziamento degli stanziamenti improduttivi che saranno successivamente destinate al fondo ammortamento dei titoli Stato. Ovvero si recuperano soldi sprecati in investimenti improduttivi e vengono destinati alla riduzione del debito pubblico. (per la relazione tra titoli di Stato e debito pubblico vedi qui)
  • Condono edilizio e sanatoria per immobili fantasma. Sostanzialmente, si regolarizzano immobili abusivi; una disposizione che stona con le altre, anche se bisognerà, ancora una volta, valutare attentamente le modalità d’esecuzione della stessa, e i limiti giuridici che le verranno posti.
  • Tetto a 5.000 euro per i pagamenti in contanti. Pagamenti superiori richiederanno il bancomat, o la carta di credito, consentando la tracciabilità delle transazioni finanziarie; norma importante per la lotta all’evasione e ai pagamenti in nero; tuttavia in tempi non sospetti, quando il Partito Democratico avanzò una proposta simile, Berlusconi parlò di stato di polizia tributaria…
  • Tassa sugli alberghi di Roma. Arriva un “contributo di soggiorno” fino a 20 euro per i turisti negli alberghi di Roma per appianare il debito della città, con buona pace di Federalberghi che non ha gradito.
  • Aumento tasse sui bonus per banchieri e manager. Più precisamente, per quei bonus che eccedano di un terzo la retribuzione fissa dell’interessato.
  • Pedaggi su raccordi tra autostrade. Al nord è già così in diversi punti, l’auspicio è che ora accada anche al sud (per puro desiderio di uniformità, non certo per sentimenti leghisti)

Come potete apprezzare, il governo ha finalmente preso delle concrete contromisure alla crisi, sebbene non nella persona del suo leader, Berlusconi, ostile a dette disposizioni, da buon demagogo qual’è; si schiera contro i tagli, poi vieta solo quelli che lo riguardano, e addossa le colpe dei futuri sacrifici dei cittadini al Ministro Tremonti.

L’auspicio è che gli addetti ai lavori siano ben consapevoli che questa deve essere solo la prima di una serie infinita di mosse; ulteriori tagli alla pubblica amministrazione saranno necessari, così come importanti incentivi che stimolino la produzione e l’investimento, e concrete contromisure contro l’evasione fiscale e il lavoro in nero. Il debito pubblico italiano previsto per il 2010, infatti, si attesta al 114-116%, di venti punti più alto rispetto a sei anni fa, e quattro punti più basso a quello attuale greco.

Per chi non l’avesse capito, l’Italia è arrivata all’orlo, su quel sottile confine tra finto benessere e vera miseria. Ingraniamo dunque la sesta e scappiamo a tutta velocità da questa frontiera.

WOOOLFTAIL