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BERLUSCONEIDE; CAPITOLO I: ALL IBERIAN | La fionda d'urto
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Posted By grim on aprile 27th, 2010

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BERLUSCONEIDE; CAPITOLO I: ALL IBERIAN

Posted By fred on giugno 15th, 2010

La Berlusconeide, l’antologia giudiziaria del Presidente del Consiglio, dell’uomo che dopo aver fondato Milano2, partì alla conquista di Roma, spicca oggi il volo dai suoi processi conclusi con prescrizione. Seguiranno le amnistie, le assoluzioni grazie a leggi ad personam o in formula dubitativa, le più scandalose archiviazioni e i processi tuttora pendenti.

Lo scopo di questa epopea è raccontare al lettore chi è il Presidente del Consiglio, come ha costruito il suo impero, con chi ha lavorato e che uso ha fatto dello Stato e della politica.

Sono esclusi i processi in cui è collegato indirettamente (ad esempio quelli a carico di Dell’Utri, di Paolo Berlusconi, e di molti altri personaggi collegati al premier).

BERLUSCONEIDE, libro delle prescrizioni – CAPITOLO I

In un tempo non molto lontano, in un terra non certo sconosciuta, un intraprendente imprenditore del milanese si rese protagonista di una importante scalata al successo, alla ricchezza, alla fama e al potere. Un escalation che è attualmente in essere, o forse in declino, ma questa è un’altra storia.

Quest’uomo rivoluzionò l’Italia degli anni 80, cambiò il sistema televisivo, con canali trasmittenti argomenti nuovi e in tutte le fasce della giornata, con sommo gaudio di pensionati e casalinghe, regalò una grande passione agli sportivi, costruì oltre 30,000 posti di lavoro, istituì una banca dai tassi agevolati, si appropriò di case editrici, giornali e molto altro, fondò un partito, e infine divenne Presidente del Consiglio svariate volte.

Da oltre un trentennio il suo nome è sulla bocca degli italiani e sulle pagine di tutti i giornali.

Silvio Berlusconi, il punto di raccordo tra la prima e la seconda Repubblica, l’anello mancante in numerosi misteri, il vate di questa yuppie Italietta, è l’indiscusso protagonista degli ultimi trent’anni di cronaca, politica, indagini e inchieste.

Ma chi è, dietro alla maschera dei sorrisi, del lifting e del successo, Silvio Berlusconi? E come è riuscito a conquistare tutto e tutti, e a diventare uno degli uomini più ricchi al mondo?

Questi quesiti non verranno probabilmente mai appagati, nè la Storia rivelerà mai fino in fondo certi misteri; tuttavia molte questioni sono note, e la magistratura vi si imbattè, vi si imbatte, e continuerà ad imbattervisi.

Diversi fatti vennero accertati, e svariati reati denunziati e provati, ma prescrizioni, amnistie, leggi ad personam, errori della magistratura inquirente, ed altri escamotage, furono più efficaci di qualsiasi avvocato e pm.

La nostra storia comincia con il processo All Iberian, in cui Silvio Berlusconi fu imputato per finanziamenti illeciti al PSI di Craxi e falso in bilancio della sua società, la Fininvest.

I fatti risalgono all’arco temporale intercorso tra gennaio ‘91 e novembre ‘92, quando 22 miliardi di lire defluirono gradualmente dai fondi neri della All Iberian, società offshore della Fininvest, alle casse del PSI, tramite il conto svizzero di un prestanome del Presidente del Consiglio Bettino Craxi.

L’imprenditore versava tangenti, e il partito sfornava in risposta leggi, quali la “Mammì” e il “decreto Berlusconi”, mirate alla crescita economica di quell’imprenditore, o alla distruzione della sua concorrenza; nella fattispecie il PSI agevolò notevolmente Mediaset, consegnando alla Fininvest, sebbene contro qualsiasi direttiva europea vigente, un quasi monopolio dei canali televisivi nazionali, e bloccando le azioni della magistratura contro questo incalzante e illegittimo monopolio.

Nel Luglio del 1996 Berlusconi fu rinviato a giudizio dal gip Maurizio Grigo con i capi di accusa di finanziamenti illeciti e falsi in bilancio, e con Craxi, allora già rintanatosi ad Hammamet, coimputato.

“Usano la giustizia per altri fini” commentò lo scatenatissimo Silvio. Frase destinata a diventare il leit-motiv di questa Odissea giudiziaria.

Ma ecco il primo colpo di scena della storia: un mese prima della sentenza di primo grado, il 17 Giugno 1998, la Fininvest, che era direttamente collegata alla All Iberian, reclamò di non essere stata invitata al processo, e dunque di non potersi costituire come parte civile nel processo a carico del suo azionista di maggioranza, per quello che riguarda esclusivamente i falsi in bilancio.

La magistratura inquirente fu costretta ad ammettere l’errore, sancendo una prima incredibile vittoria di Berlusconi, sellando per lui il cavallo della “magistratura politicizzata”, delle “toghe rosse”, che cavalcherà fino ai giorni d’oggi.

Il processo fu diviso in due tronconi, che presero il nome di All Iberian 1, relativo ai finanziamenti illeciti, e All Iberian 2, inerente ai falsi in bilancio, del quale parleremo più avanti nella nostra antologia, quando tratteremo dei processi risolti con assoluzione grazie a leggi ad personam.

Fintanto che i due capi d’accusa erano unitariamente giudicati, i termini di prescrizione decorrevano dal 1996, anno in cui fu constatato l’ultimo falso in bilancio. La prescrizione per l’accusa di finanziamenti illeciti decorreva invero dal 1992, con una durata di sette anni e mezzo, ma allora era possibile la richiesta di continuazione del processo al fine di una sentenza. Con la separazione dei processi, non ci fu modo di prorogare la prescrizione dell’accusa di finanziamenti illeciti.

La sentenza di primo grado arrivò velocemente, considerata la corsa contro il tempo, e inflisse a Silvio Berlusconi due anni e quattro mesi di reclusione, e 10 miliardi di lire di ammenda, e 20 miliardi di lire d’ammenda nonché quattro anni di reclusione all’ormai egiziano Craxi.

Nell’Ottobre 1999, tuttavia, la Corte d’Appello dichiarò prescritti i reati a carico degli imputati, e l’anno dopo la Cassazione non potè fare altro che confermare questi verdetti.

Berlusconi vinse una delle tante battaglie, una delle poche per demeriti di disattenti magistrati, e non grazie a immunità, impunità, lodi e impedimenti.

Il Berlusconi nemico dei giudici trasse linfa vitale da questa vittoria, e soprattutto credibilità e perenne e incondizionata presunzione di innocenza, mentre la magistratura, a causa dei suoi stessi errori e delle false verità perpetrate dalle televisioni dell’imputato, dovette aprire l’ombrello per coprirsi dall’acquazzone di fango.

All Iberian fu uno dei processi simbolo dell’epoca di Tangentopoli, i cui imputati Craxi e Berlusconi, il secondo legittimo erede del

Silvio e Bettino, in una foto storica

primo, sono l’incarnazione umana rispettivamente della prima e della seconda Repubblica, accomunate dalla dilagante corruzione in ogni settore della “cosa pubblica”.

Ed è da ricercarsi in questa constatazione il vero motivo per il quale una condanna definitiva sarebbe stata impensabile: essa avrebbe rappresentato la condanna del sistema Italia.

Francesco WOOLFTAIL Dal Moro

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One Response to “BERLUSCONEIDE; CAPITOLO I: ALL IBERIAN”

  1. Nuncio d'Ale scrive:

    tangenti e corruzzione,le basi del “sistema” italiano stanno qui..bravo bell’articolo!

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