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Posted By grim on aprile 27th, 2010

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Archive for luglio 10th, 2010

Piovono euro – di Emilio Fusari

Posted By fred on luglio 10th, 2010

Come nel film Magnolia in cui piovono rane,o nei promessi sposi, dove la pioggia purificatrice lava la peste, alla fine del grande spettacolo italiano scritto, diretto ed interpretato da Silvio Berlusconi accade l’imponderabile: un furgone portavalori, incidentato sull’A 14, rovescia sull’ autostrada tutto il suo carico di monete da uno e due euro per un valore di due milioni e mezzo; gli automobilisti increduli rischiano la vita per racimolarli. A volte è un particolare,un’istantanea, che invece di scivolare nel calderone delle notizie lette e già dimenticate, continua a ronzarti intorno come una mosca nell’immobilità estiva, finché non capisci cosa è: il dettaglio rivelatore, l’emblema di una condizione politica e sociale allo sbando in cui ai più resta la speranza di incappare in portavalori incidentato, agli altri resta invece quella di non essere investiti mentre raccattano gli spiccioli.

Figurarsi quale speranza potevano avere i 235 eritrei che, dopo essere stati respinti dai pattugliamenti congiunti italiani e libici senza la possibilità di far valere il loro diritto di richiedenti asilo politico, si sentivano dire dal ministro dell’interno Maroni( o sarebbe meglio dell’espulsione, e si badi che questo e solo l’inizio delle epurazioni che negli intenti padani cominciano dai nemici più lontani) che “è assolutamente indimostrato che i cittadini eritrei di Braq siano stati respinti in Italia”.Come in ogni giallo che si rispetti l’assassino si crea l’alibi. Peccato che in questa anomala versione italiana non si possa indagare, perché poliziotto e assassino sono la stessa persona.

Oppure i terremotati,che, arrivati fin sotto palazzo Chigi, scoprivano con qualche manganellata ben assestata, che le loro richieste non erano diritti avanzati in nome di un’appartenenza ad uno stato sociale, ma offese ed ingratitudine verso un padre generoso, che cristianamente usa la verga con il figlio scapestrato. Mentre ancora erano sotto la finestra a contarsi le teste spaccate ed aspettare che magari il padrone sazio buttasse un osso rosicchiato,dall’interno del palazzo giuravano che “ si sentivano solo un po’ di fischi ma niente di più…”Per fortuna c’era l’aria condizionata e le finestre erano chiuse anche con quella canicola.

L’epilogo di questa storia tutta italiana avrà ovviamente un finale tutto italiano: i soliti topi abbandoneranno anche questa nave che affonda e già dopo un minuto,quando ancora la chiglia non sarà scomparsa sott’ acqua, strizzeranno l’occhio ad un nuovo padrone. Noi dalla riva guarderemo l’immenso barcone portarsi nelle profondità marine un altro pezzo d’Italia,aspettando l’ora del prossimo spettacolo.

Emilio Fusari