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Posted By grim on aprile 27th, 2010

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Archive for luglio 17th, 2010

Un ventennio alle Idi di Marzo – di Francesco Dal Moro

Posted By fred on luglio 17th, 2010

I corsi e ricorsi storici esistono, eccome.

Giambattista Vico (1668 – 1744) lo aveva detto.

Non fraintendetemi, non voglio dilungarmi sul metodo storico secondo Vico, né sulle tre età della Storia, ma solo sulle tre età della storia repubblicana italiana.

Sono passati circa vent’anni da quando una dissestata prima Repubblica passò il testimone alla seconda, attraverso il riciclo indifferenziato di tutto ciò che non era andato perduto per sempre.

Nemmeno vent’anni, e la storia si ripete. La seconda Repubblica Berlusconiana (o Italiana, che dir si voglia) incassa bordate da ogni ove, le stesse che mandarono al ring la prima, e mostra notevoli segni di cedimento.  La politica del malaffare italiana ha finora retto il colpo grazie al gioco dell’immagine e dei consensi;  imbrigliati i media, e bitumata la pelata, Silvio Berlusconi, unico vero protagonista di questa “repubblichetta”, si è servito delle Istituzioni italiane per sistemarsi le innumerevoli rogne giudiziarie e per spianare la strada ai suoi affari, mantenendo sempre altissimi i suoi consensi.

Ha riempito il Parlamento, e i suoi governi,  di affaristi e faccendieri di ogni sorta, pluri-indagati e condannati;  ha corrotto organi di controllo e di informazione, devastato la legalità e la verità. Leggi e ministeri “ad personam”, ma anche leggi “contra personam”  a discapito di nemici politici o concorrenti in affari (libero mercato). Solo negli ultimi due anni, ha svilito il Parlamento ben 35 volte ponendo la questione di fiducia su leggi che, altrimenti, non sarebbero state approvate nemmeno dalla sua maggioranza. Le sue democratiche e libertarie leggi vantano il record di bocciature dalla Consulta, alcune delle quali per violazione dell’articolo 3 della carta costituzionale, che impone l’indiscriminata uguaglianza fra tutti i cittadini, forse il più importante (nella sidebar del blog lo trovate in un’insegna scorrevole). Per non dimenticare il sesso con puttane e minorenni, in cambio di favori, anche amministrativi o politici.

Insomma, un vero e proprio regime, seppur istituzionalizzato.

Ma, finora, a Silvio è sempre bastato raccontare la favoletta della buonanotte, per consegnare gli italiani tra le braccia di Morfeo, in un dolcissimo sonno delle coscienze.

Oggi, però, le dinamiche politiche iniziano a cambiare, o meglio si ripresentano in viste simile a vent’anni fa.

La stabilità politica della sua maggioranza non è quella su cui poteva contare sino a due anni or sono, e lui lo sa; non per nulla ha cercato il colpo di fiamma con l’ex, a casa di Vespa, una delle tante Claretta Petacci del ducetto di Arcore.

Fini e discepoli hanno finalmente puntato i piedi sul ddl intercettazioni: martedì si votano i loro emendamenti, e se non approvati, si dichiarano pronti a far cadere il governo. Berlusconi, dalla sua, teme che queste modifiche al suo prezioso bavaglio svuotino il senso dello stesso, e si nasconde dietro alla volontà popolare.

La stabilità della maggioranza, dunque, è appesa a un filo, proprio come ai tempi del PSI di Craxi.

Un altro capitolo caldo è quello che tocca le tangenti; ai tempi di Craxi (Craxi e Berlusconi, All Iberian), il politico, in cambio di favori, intascava rolex e mazzette dall’imprenditore colluso (libero mercato?) ; oggi il politico, o perché no, il capo della protezione civile, potentissimo organo in mano alla Presidenza del Consiglio, il favore lo fa in cambio della prostituta d’alto borgo, della ristrutturazione dell’appartamento, di canoni di affitto irrisori o di case con vista sul Colosseo  al prezzo di case con vista sui binari dei treni.  Differenti le modalità, uguale il fine:  collusione e favoritismi, con buona pace del libero mercato.

E proprio ora, salta fuori dalla tana la “cricca”, la premiata ditta Anemone-Balducci, epicentro di scambi illeciti con la politica.

Ma neanche il tempo di aprire un’inchiesta su queste vicende, e puff, magicamente appare sui banchi dei magistrati la testa di Flavio Carboni e la lista dei membri di una nuova loggia massonica:  faccendieri, finanzieri, politici, avvocati, medici, politici, magistrati, politici, e politici, imprenditori, giornalisti e, quasi dimenticavo, ancora politici. Oltre all’interesse personale di ogni “incappucciato”, lo scopo comune dell’associazione era (è?) il supporto esterno e clandestino alle mosse del governo.  Pressioni, minacce, ricatti, e il flashback si fa sempre più intenso, tanto più se si pensa che il signor Carboni, già arrestato tre volte, è stato condannato in passato insieme a Licio Gelli. Il vertice della P2 e quello presunto della P3: ognuno passa il suo testimone.

È doveroso sottolineare la “presunzione” circa il suo ruolo, in quanto negli ultimi giorni è spuntato più di venti volte, nelle intercettazioni in mano ai magistrati, il nome Cesare, Silvio Giulio Cesare.  Agire nel nome e nell’interesse dell’imperatore, il vero scopo.  Se poi era (è?) l’Imperatore stesso a comandare, ancora non lo si sa, almeno ufficialmente.

Quello che è certo, è che ora, come allora, illeciti poteri esterni alle istituzioni, sono spaventosamente collusi con le stesse.

Negli ultimi nefasti tempi della prima repubblica, anche altri illeciti poteri, di diverso genere ma egualmente affiliati alla politica, furono, colpiti al cuore; si pensi ai maxiprocessi di quegli anni, che mandarono al fresco i superstiti della cupola di Cosa Nostra degli anni ’70 e ’80.

Oggi assistiamo invece ad arresti importanti tra i vertici della ‘Ndrangheta e della Camorra.

Ma come allora non scomparve Cosa Nostra, oggi non scompariranno certo le altre mafie.

Entro brevemente nell’ambito delle personali supposizioni, dunque quanto dico potete condividerlo o meno, ma non prenderlo per certo.

Oggi come allora, dicevo, si prepara una nuova mafia per una nuova politica. Questi mafiosi collusi con questi politici non servono più, visto che a breve gli attuali politici saranno solo soggetti di fiction televisive.

Questo implicherebbe un ulteriore potere, più forte dei precedenti, capace di manovrarli da dietro le quinte.

Nella prima Repubblica (non per nulla restiamo nell’ambito dei ricorsi storici) questo potere effettivamente esisteva, ed erano i Servizi Segreti. I Servizi ci sono ancora, ma nessuno può sostenere con certezza che agiscano come allora.

Se le mie supposizioni fossero errate, e il ricambio nelle mafie fosse solo una coincidenza, resterebbero comunque saldi i punti precedenti sull’instabilità politica della maggioranza, le tangenti in versione moderna e l’apertura  del calderone dei massoni.

A fronte di tutto ciò la magistratura farà il suo, e laddove questa non arriverà, non ci sarà più il dolce Morfeo a placare il risveglio delle coscienze, e l’italiano, uscito dalla caverna, vedrà finalmente a colori.

Il ventennio (corsi e ricorsi) Berlusconiano è arrivato al dessert, Silvio Giulio Cesare è alle Idi di Marzo; una terza età della storia repubblicana prenderà presto il via seguendo le orme delle prime due.

È il sistema Italia, e non può cambiare: il nuovo si costruisce con le macerie del vecchio, non sopra.

Così fu per Berlusconi, superstite di Tangentopoli (solo le leggi ad Personam sui falsi in bilancio lo hanno salvato) e tesserato nella P2, duce dell’ultimo ventennio.

Così sarà per il prossimo, il Mister X dei prossimi vent’anni.

L’italiano perde la dignità ma non il vizio.

WOOLFTAIL