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Navigatori a vista | La fionda d'urto
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Posted By grim on aprile 27th, 2010

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Navigatori a vista

Posted By fred on agosto 2nd, 2010

Il redde rationem è arrivato giovedì scorso,quando Silvio Berlusconi, con un documento politico di inaudito spirito antidemocratico, ha di fatto defenestrato il suo cofondatore dal partito, ed ora le carte sono di nuovo in attesa di essere ridistribuite. Con un problema non da poco: la scelta del mazziere. Dopo mesi di continuo logorio interno al partito,messa in sicurezza la manovra economica, il Cavaliere è tornato a rivestire il suo ruolo migliore,quello del padrone, e con risultati da far impallidire il vecchio Pci della scomunica alla Rossanda e soci del Manifesto. Come ricorda su “la Repubblica” Valentino Parlato, ex direttore del quotidiano comunista e scomunicato,ci fu una differenza abissale nel metodo di espulsione dal partito a loro riservata e il trattamento inflitto ai finiani.Nel Pci furono convocati due comitati centrali e si discusse lungamente all’interno di tutto il partito la fuoriuscita dei “ribelli”.Ci fu quella che si può propriamente definire una consultazione interna a 360°, che investì tutti gli organi del partito per la rilevanza che avevano e, per giusta o sbagliata che sia stata, è indubbio il valore democratico di tale scelta. Tutt’altra musica invece nel Pdl, dove,come è solito fare il suo padrone,ha sputato dalle segrete di Palazzo Grazioli un documento di sei pagine in cui era condensato tutto il suo odio per il dissenso e, se vogliamo, la conferma regina della sua visione autoritaria del partito e delle istituzioni.”Le posizioni di Fini -si legge nel documento- si sono manifestate sempre di più come uno stillicidio di distinguo o contrarietà nei confronti del programma di governo”.Sembra una confessione, viene da domandarsi se al di là di quello ufficiale ce ne fosse uno segreto di programma in cui,invece della ormai mitologica equazione del benessere,che voleva meno tasse per più consumi e conseguenti più entrate per lo stato,avesse nel suo punto principale l’impunità assoluta per i propri rappresentanti e la sottomissione senza diritto di replica al suo leader. E’tardi ormai per suonarne la marcia funebre, tanto più che prima di tutti,a partito ancora in fasce, fu lo stesso Fini a recitarne la disfatta. E’ nato male e finito peggio questo Pdl che dalle ceneri di Forza Italia e Alleanza Nazionale, uniti nella benedizione delle comiche finali,fu annunciato in pompa magna dal predellino della sua auto da Berlusconi in una trepidante Piazza S.Babila a Milano due anni e otto mesi or sono.

Si naviga a vista quindi, in queste giornate convulse di ricollocazione politica. Certo di non avere più la maggioranza in parlamento per quei provvedimenti che non sono contenuti nel programma ufficiale ma che sono in cima ai suoi interessi- si parla ovviamente del lodo che gli dovrebbe consentire l’impunità per via costituzionale- Berlusconi è seriamente intenzionato a sparigliare il tavolo pur di salvare la pelle. Come al solito, quando è messo alle strette, riesce con l’improvvisazione, una delle sue doti migliori, a ribaltare le situazioni in suo favore, e, c’è da scommettere, che da qui a settembre ogni occasione sarà buona per stanare, su proposte parlamentari, il gruppo dei finiani ed andare nuovamente ad elezioni. Certo che l’opposizione perderà anche quel treno e sperando che Napolitano non si metta di nuovo di traverso con governi tecnici di pubblica salute. Opzione questa da scongiurare come la peste,tanto che i suoi cannoni mediatici già sparano le palle della delegittimazione democratica del popolo e il giornale di famiglia,avallato ufficialmente dall’on. Stracquadanio, scava nell’albero genealogico del presidente della camera in cerca di nuovi casi Boffo.

La lunga estate calda della politica sembra non volersi fermare neanche in agosto, e sono lontani i tempi delle scorribande sarde del premier. La stella polare,come da sempre in Italia, è quella ereditata da Andreotti e dalla Dc di qualche repubblica fa, quel tirare a campare oltre ogni logica,quell’arte della sopravvivenza personale, e che vada a rotoli tutto purché ci si salvi. Come sempre, tutto cambi perché nulla cambi.

Emilio Fusari

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4 Responses to “Navigatori a vista”

  1. dachi scrive:

    Lo strappo è pensato per oscurare lo stillicidio di scandali degli ultimi mesi (berolaso.scaiola.verdini…) ed arrivare ad elezioni subito, certo di vincerle (e così sarà). Le opposizioni divise su tutto (con Di Pietro che vuole anche lui elezioni, prima che Vendola eroda il suo consenso) sembrano incapaci a creare un’alternativa. Non so come finirà, ma prima di liberarcene ci vorrà tempo, troppo tempo. I danni nel tessuto sociale e nelle menti, mi paiono irreparabili nel breve/medio periodo.

  2. Emilio Fusari scrive:

    Concordo,e credo sia abbastanza ottimistico vedere la fine del problema nel breve medio periodo,una volta che ce ne saremo liberati.

  3. LETITIAChurch34 scrive:

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