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Posted By grim on aprile 27th, 2010

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PROIEZIONI AGGIORNATE: Due commenti sull’andamento delle elezioni comunali

Posted By fred on maggio 16th, 2011

Finalmente Milano si sta svegliando.
Cari milanesi, le prossime due settimane saranno la vetrina di Silvio e delle sue olgettine, da La Russa all’ultimo leghista. Saranno sempre lì, per cercare di ribaltare un risultato che fa malissimo al governo.
La macchina del fango si attiverà intorno a Pisapia, e milano sarà un gigantesco spot elettorale.
A Torino la partita non è mai stata aperta. FASSINO sx 56,9  – COPPOLA dx 27
A Bologna il centro sinistra tiene sebbene l’exploit dei grillini. MEROLA sx 51,8 – BERNARDINI 29,3
A Napoli sembrava che la destra dovesse spopolare, dopo 18 anni di mala-amministrazione del centro sinistra, ma in ottica ballottaggio sembrano destinati a perdere anche nella piazza partenopea.  MORCONE pd 20 – DE MAGISTRIS idv 25 – LETTIERI dx 40,1

Giuliano Pisapia

Conclusioni? La maggioranza è alla frutta (a Milano il pornonano era capolista), e gli elettori del Pd vogliono candidati di sinistra.
Pisapia docet.

Cliccate sul link seguente per seguire gli aggiornamenti delle proiezioni, comune per comune (ci sono anche i comuni più piccoli, basta cliccare sulla regione d’appartenenza)

http://www.repubblica.it/static/speciale/2011/elezioni/comunali/

Una decisione ineluttabile – Emilio Fusari

Posted By fred on aprile 27th, 2011

L'uomo radioattivo... per le istituzioni democratiche!

Con il candore di un bambino che confessa una marachella,il premier,ieri, ci ha informati del fatto che lo stop al nucleare è solo un escamotage per evitare il referendum che si terrà il 12 giugno, quel referendum che già si era tentato di azzoppare non facendolo coincidere con il secondo turno delle amministrative.Il nucleare,dice, è cosa troppo importante perché venga decisa da un gregge di pecore impaurite che magari possa prendere,in preda ad isterismi“irrazionali”dovuti a futilità come l’esplosione della centrale di Fukushima, la decisione sbagliata.Va da se che la decisione sbagliata è quella che non coincide con la sua.Ha aggiunto in seguito,per dare a questa scelta scellerata le sembianze di un destino predisegnato ed indipendente dalla sua od altrui volontà, che si tratta di una decisione ineluttabile.

Non è una novità che Berlusconi consideri il popolo sovrano,il tanto sbandierato popolo della libertà, libero solo di certificare la fiducia a lui e non in grado di avere decisioni indipendenti dalla sua volontà, in una sorta di artificio simil-democratico che di democratico ha solo la forma ma non la sostanza, un particolare che traccia il solco fra liberi cittadini e sudditi. La novità sta invece nel nuovo elemento introdotto nella dialettica dell’unto dal popolo:l’ineluttabilità della scelta, un destino già tracciato che lui,cocchiere di una carrozza impazzita,accetta sulle sue spalle e gestisce al meglio senza esserne artefice.Una sorta di nave in tempesta che il salvatore della patria ha il dovere di portare in salvo nel porto più vicino,un destino ineluttabile appunto.

E’pleonastico ricordare che le modalità di approvvigionamento energetico di uno Stato ricadono nel novero di una libera scelta dell’esecutivo, non sono un evento eccezionale o una sciagura da affrontare ma semplicemente questioni ordinarie che tutti i governi affrontano ed in base alle quali vengono giudicati dai cittadini. Non è pleonastico,vista la poca pubblicità sui media tradizionali, ricordare però quali sono i quesiti referendari sottoposti ad abrogazione e su quale dente dolente batte la lingua.

Si tratta di quattro quesiti,due riguardanti l’acqua pubblica( nello specifico nel primo si vuole abrogare il decreto Ronchi che impone,entro la fine del 2011, a tutti i gestori pubblici del servizio idrico di indire pubbliche gare di appalto per la loro privatizzazione mentre nel secondo si vuole abrogare la conseguente determinazione della tariffa idrica), uno il ritorno al nucleare con la costruzione di 5 nuove centrali ed infine l’ultimo, meno importante per noi ma di vitale importanza per il sultano:l’abrogazione del legittimo impedimento a comparire in udienza per il Presidente del Consiglio. Col senno di poi inserire l’ultimo quesito fra quelli referendari è stato come mettere una mela marcia in un cesto di frutta matura,dato che agli effetti pratici è stato già spuntato dalla Consulta ed è quindi inservibile. Purtroppo per noi, a livello politico sarebbe un disastro per la sua immagine ed allora, solo per non buttare questa lancia spuntata, farebbe (ed ha fatto) carte false. Nessuno immaginava,prima di Fukushima,che il 12 giugno si sarebbe potuto raggiungere il quorum,il Satrapo dormiva fra quattro guanciali fino a quando il disastro giapponese ha risvegliato lo spirito referendario e soprattutto, sarebbe ingiusto non dirlo,la paura che si possano costruire centrali nucleari in Italia.Ecco cacciare dal cilindro allora una norma che rinvia ad un momento di maggior sicurezza atomica la costruzione delle nuove centrali. Probabilmente quando la terra smetterà di fare la terra,penserebbe anche il penultimo dei folli, smentito subito dall’ultimo che ha rassicurato gli amici francesi della ripresa quasi subitanea(soltanto il tempo di evitare il referendum) dei lavori.

Chi lo conosce bene dice di lui che tutti vorrebbero insegnare a Berlusconi a fare Berlusconi.Probabilmente è vero,dopo quest’ultima uscita sono stati versati fiumi d’inchiostro per gridare all’ultima gaffe o all’ultimo gesto d’arroganza di un Sultano folle ormai al di sopra di ogni regola democratica. Aggiungo però che di una pazzia molto cosciente si tratta. Ora che ha trasformato anche i quesiti ambientali in un referendum pro o contro di lui sarà molto più facile per i suoi famigli avere pezze d’appoggio per un discorso altrimenti ingestibile. Sarà più facile blaterare, se l’ufficio centrale della Cassazione dovesse comunque ammettere il quesito nucleare,di toghe politicizzate e persecuzioni anche politiche oltre che personali. Il tutto condito come al solito da una scientifica confusione atta a mistificare e annebbiare i confini di qualsiasi affermazione che smentisca il suo altrimenti inappellabile discorso. Bisogna uscire da questa palude:è possibile solo andando tutti alle urne il 12 giugno e votando Si ai quesiti referendari.

Emilio Fusari

CRISI DI GOVERNO: la Presidenza di Berlusconi ha un mese di vita

Posted By fred on novembre 12th, 2010

Fli ritira lunedì i suoi innumerevoli ministri dal governo (uno!); dopo l’approvazione degli emendamenti alla manovra, che hanno priorità e quindi occuperanno le camere per le prossime due settimane, opposizioni e finiani presenteranno mozione di sfiducia al capo del governo se questi non si sarà prima dimesso.

Massimo un mese, dunque, e il Presidente della Repubblica stabilirà se tornare a nuove elezioni o instaurare un governo di transizione (nella medesima composizione parlamentare attuale) che si occupi delle vere problematiche del paese (tanto per dirne due, la disoccupazione giovanile e il profondo rosso che si registra nei conti pubblici) nei prossimi tre anni.

Questa seconda ipotesi appare la più plausibile ed auspicabile in quanto si è andati alle urne per eleggere il Parlamento già due volte negli ultimi quattro anni, e l’attuale situazione di grave crisi dell’economia e delle istituzioni dello stato necessita non già del gretto populismo di una nuova, ennesima, campagna elettorale, bensì di azioni mirate, urgenti e concrete.

Questo è il mirabolante specchio dell’attuale situazione politica italiana.

L’unica nota positiva in tutto ciò, è che finalmente Berlusconi, privo di cariche politiche e annesse scappatoie, finirà miracolosamente in giudizio, un giudizio più atteso di quello universale.

L’Italia onesta potrà allora sperare di vedere in rovina l’uomo che l’ha rovinata.

Francesco Woolftail Dal Moro

Le vecchie abitudini – di Emilio Fusari

Posted By fred on novembre 1st, 2010

Siccome le vecchie abitudini son dure a morire, e del resto ha raggiunto l’età in cui generalmente si è lasciati ad impiccarsi in pace a qualsiasi albero,le facce degli astanti avranno tradito un ghigno fra il compatimento e lo schifato all’ affermazione, forse la meno bugiarda della sua vita, che il premier ha rilasciato in eurovisione: “ Amo la vita e le donne, nessuno potrà farmi cambiare stile di vita”.Si registra una nuova intemperie in casa Berlusconi, una faccenda- l’ennesima-che ha per protagonista una minorenne e la sua non ben accertata amicizia con il premier. Sembra infatti che si sia prodigato personalmente, il 27 maggio di quest’anno, per far rilasciare la giovane che da qualche ora era trattenuta in questura a Milano con l’accusa di furto; e tra l’altro neanche chiedendolo a suo nome e per suo conto (come nessuno dei suoi poteri gli permette ma che certamente la sua posizione avrebbe permesso ) ,ma inventando la balla che vuole la giovane marocchina, in Italia senza permesso di soggiorno ed affidata ad una casa famiglia siciliana, nientemeno che la nipote del presidente d’Egitto Mubarak .Perché in fondo ,agli occhi del cavaliere, l’Africa e i suoi stati sono solo un dettaglio,uno vale l’altro se la cosa può servire ad aprire le porte della libertà alla sua giovane amica.

Ricapitolando: ad un premier di un paese occidentale, entrato in politica sedici anni fa per sfuggire alla galera o per non finire sotto i ponti (Confalonieri docet) ,e che da allora ha prodotto o ha tentato di produrre quantità innumerevoli di norme e salvacondotti che gli impedissero di essere giudicato per i reati più obbrobriosi del codice civile e penale (una gamma di reati che vanno dall’ evasione fiscale alla corruzione di testimoni, giudici e finanzieri fino ad arrivare all’ingombrante sospetto che mai ha saputo scrollarsi dal groppone di collusione mafiosa), si chiede ,da parte dell’opposizione e della stampa,di far luce su una vicenda di pressione su un pubblico ufficiale o ,addirittura,come fa qualche buontempone, di dimettersi per questo. Viene da chiedersi in quale Italia vivano questi signori, e se si sono accorti che queste richieste,giuste in qualsiasi paese che non abbia subito un vulnus così profondo nella sua vita democratica e nella rappresentazione plastica della sua essenza, hanno tuttalpiù la funzione di calmare la coscienza a chi non è riuscito ( o non riteneva opportuno farlo) ad impedire tutto ciò. Si mettano in testa,una volta per tutte, che dalla bicamerale in poi si è prodotto di fatto un cittadino al di sopra della legge e con diritti diversi da tutti gli altri,ed è inutile ora piantare paletti per fermare una valanga che si è staccata da un bel pezzo.

Si sarebbe allora dovuto dire buona la prima già lo scorso anno, quando impazzava la vicenda dell’altra minorenne napoletana Noemi , ma così non è stato. E la seconda o la terza si sa, trasformano in farsa anche le tragedie peggiori. Figurarsi una “innocente“ passione per donne che potrebbero essere sue nipoti che posto occupi nella scala di priorità del paese. Di chi non arriva neanche alla terza settimana del mese o che magari ha appena ricevuto una lettera di licenziamento,o di quella massa di precari che tutti i giorni ricevono schiaffi morali -se non ingerenze fisiche- da un datore di incertezza che detiene la chiave della tua sudditanza nel rinnovo di uno straccio di contratto. Ma evidentemente parlare di povertà nel paese del sole non è di moda, meglio gettarsi a capofitto nell’ultima puntata del giallo-nazionale e giocare con Vespa e le sue case delle bambole assassine piuttosto che ammalarsi il fegato con i conti che non tornano. Sembra davvero che la nostra vecchia abitudine (o vera natura?) di poveri ma belli non ci abbia mai abbandonato completamente ,e che dopo una parentesi di vita satolla passata troppo velocemente, al Gassman straccione tocchi di nuovo rimettersi in coda durante la messa per saziarsi con le ostie,ovviamente vestito di tutto punto.

Promuovine ancora, Silvio – di Emilio Fusari

Posted By fred on ottobre 7th, 2010

“Volete che vi racconti una storiella?”

Ha esordito così l’altra sera al Quirinale un Silvio Berlusconi (immediatamente stoppato dal fido Gianni Letta) mai stanco di recitare la parte del primo intrattenitore. Certamente il ruolo istituzionale ,ma ancor di più l’occasione poco favorevole a dipingere un merito governativo , avrebbero permesso una presenza dimessa o tuttalpiù una comparsata poco dignitosa , cercando magari di non apparire troppo in scena e sperando che qualcuno passi sopra al legame fra gli attori. Con la nomina a ministro dello Sviluppo Economico conferita a Paolo Romani,già vice ministro dello stesso e uomo di fiducia, oggi il premier affonda definitivamente la lama in petto alla sua maggioranza e alla possibilità di attirare qualche Casini di passaggio che sostenga il governo, essendo questo il vero motivo per cui da cinque mesi dalle epiche dimissioni dell’ignaro possessore d’appartamenti Scajola ,ancora nessuno occupava quella poltrona.

Romani, fedelissimo operatore del Cavaliere nel retrobottega del potere, ha guadagnato la stima e la promozione sul campo specializzandosi nelle telecomunicazioni, o meglio occupandosi di tutte quelle faccende che hanno permesso all’ azienda del padrone di fatto (anche se mai ufficialmente) di crescere, storcendo e raggirando ogni principio di libera concorrenza verso le altre emittenti. Appare quantomeno riduttiva o sbagliata la parola conflitto d’interessi per un uomo che ha nel curriculum,fra le altre cose, l’estensione della famigerata legge Gasparri e che, dalla sua posizione di vice ministro con delega alle comunicazioni ,occupava gran parte del suo tempo ad impedire a Sky di approdare al digitale terrestre o a regalare al Biscione gli stessi canali in anteprima. Appare sbagliata,dicevo,perché questa è una definizione valida in uno stato normale con istituzioni realmente pubbliche nel momento in cui una persona che riveste una carica usa lo stessa per il proprio o altrui tornaconto. E’ passato da un pezzo il tempo in cui in Italia si poteva separare ancora lo stato dalla Fininvest, la cosa pubblica dalla proprietà privata del capo o le istituzioni dai dipendenti Mediaset e probabilmente è più corretto parlare, dato che il pubblico e il privato sono non solo coincidenti ma interscambiabili, di svolgimento di interessi privati con remunerazione pubblica .E’ un funzionario solerte allora, Paolo Romani,che dopo tanta gavetta ha debuttato nel valzer dei ministri e non un uomo di parte che tira l’acqua al mulino del padrone.

Mi permetto di avanzare quindi, ad onor del giusto, la richiesta di promozione per meriti sul campo del direttore di rai due Mauro Masi. E’ da un anno e mezzo che il temerario soldato Masi, contro ogni logica-pubblica s’intende- e orgogliosamente a viso aperto dopo essere stato intercettato in imbarazzanti telefonate con il Premier, spara cannonate su Annozero,la trasmissione più remunerativa -sempre per l’azienda pubblica- della rai.

A quando la prossima promozione?

Emilio Fusari

A galoppo con la paura – di Emilio Fusari

Posted By Tom on settembre 21st, 2010

La sensazione che la politica sia un teatro in cui la parte recitata cambia a seconda del momento e dei consensi assume una certezza maggiore in casi come questi. Da mesi i sondaggi, quegli oracoli a cui tutti i politici si affidano quasi fossero storpi in cerca di divina provvidenza e in base a cui scaturiscono tutte le decisioni che indirizzano questo mondo verso un’ improbabile guida, davano Nicolas Sarkozy, presidente della repubblica francese, in costante calo. Vittima del viziaccio dei quotidiani- ed in particolare di Le Monde- che anche da quelle parti, come d’altronde in tutti i paesi che si suppongono democratici, hanno la pretesa di riportare notizie e soprattutto , nello specifico, chiedere conto delle tangenti che Madame L’Oreal avrebbe pagato per la sua campagna elettorale,ha pensato bene di spostare l’attenzione su altri problemi , ed anche se in quel momento non ce ne fossero di così mediaticamente interessanti crearne qualcuno all’occorrenza. Eccolo allora di nuovo negli abiti di sceriffo della sicurezza nazionale ( a cui deve sicuramente gran parte della sua carriera) che individua e colpisce l’ultimo e sicuramente più indifendibile dei popoli: i rom,o zingari che dir si voglia.
Soltanto quindici giorni fa il nostro rassicurava Barroso,presidente della commissione Ue, sul principio non etnico ma personale delle espulsioni che stavano avvenendo in Francia ,avendo cura di nascondere la circolare che il cinque agosto additava espressamente i rom come soggetti da espellere. Il gioco è durato fino a giovedì scorso, quando un Sarkozy furioso si scagliava contro la commissaria per la giustizia Viviene Reding, rea di aver paragonato alla Shoa ebraica le espulsioni ma soprattutto di svelare la bugia che teneva in piedi a Bruxelles da due mesi. Inutile dire che è stato seguito a ruota soltanto da Berlusconi, che di guai a casa propria ne ha parecchi,ma che comunque un’occasione del genere per tentare di avere un minimo di visibilità internazionale non se la sarebbe fatta scappare per nulla al mondo,e poco importa se tutta in senso negativo, purché se ne parli.
Sembra insomma che ancora una volta il cavallo della paura calchi il terreno delle minoranze a briglia sciolta, con il timore che superi presto il confine francese per espandersi in tutta Europa e ricreare dapprima quei muri fisici e mentali che si credevano abbattuti e poi- soprattutto- un precedente, una giustificazione per chiunque voglia perseguire, espellere o ghettizzare chi non ha difesa o cuore per controbattere. Tutto ciò indubbiamente non ostacolato da una Ue debole che fatica, sotto i colpi inferti dai singoli paesi ispirati dagli istinti più viscerali, ad avere un’impronta realmente unitaria ed ispirata alla solidarietà. E’ probabile che anche di questo fuoco di paglia non resterà granché alla fine, gli espulsi non faranno in tempo a toccare il suolo rumeno che già con i pochi spiccioli ricevuti alla partenza (prodigio anche questo della globalità,signori) avranno un biglietto nuovo di zecca per il “rimpatrio”, lasciando l’ennesimo mucchio di macerie nelle bidonville parigine e nel nostro senso d’appartenenza comune a questa terra. Liberté égalité e fraternité, messieurs!

Festa PD; Santoro scatenato su informazione, conflitto di interessi, istruzione e lavoro – VIDEO DAL VIVO

Posted By fred on settembre 3rd, 2010

La Fionda sta seguendo in questi giorni, con videocamera al seguito, alcuni dei più interessanti eventi organizzati dal Pd per la sua festa nazionale a Torino.

Abbiamo cominciato con la lezione sull’informazione tenuta ieri sera da Michele Santoro in piazza Castello, che riporteremo con commenti e, ebbene sì, anche con le riprese che abbiamo realizzato; seugiranno registrazioni e resoconti anche dei dibattiti tra Piero Fassino e Renato Schifani, tra Nichi Vendola e Rosy Bindi, e per gli appasionati di diritto come il sottoscritto riporteremo anche gli interventi di Gian Carlo Caselli, la cui carriera si presenta da sola,  Nando Dalla Chiesa, figlio del celebre generale che inginocchiò le Br e perse la vita per mano dei Corleonesi, e Gustavo Zagrebelsky, giudice della Corte Costituzionale dal 1995 al 2004, e della medesima Presidente durante l’ultimo anno di mandato.

E questa non sarà l’unica novità che vi proporremo per il rilancio del blog: un diario dal Rwanda è in arrivo sulle vostre pagine virtuali, ma di questo ve ne parlerà, prossimamente, il mio amico e socio Tommaso, appena tornato da un mese di volontariato nel continente nero.

Cominciamo dunque la nuova stagione con il frizzante, e non certo lievemente, intervento di Santoro.

Argomento principale della lezione, s’è detto, l’informazione, con un occhio a 360 grandi puntato anche sugli ambiti di lavoro, istruzione storia politica e della televisione, e lo sguardo mai distante da quelli che dovrebbero essere gli obbiettivi, o da un altro punto di vista le limitazioni, previsti dalla nostra carta costituzionale.

Ripercorriamo allora passo dopo passo i punti salienti dell’oretta abbondante passata in compagnia del professor Santoro, che ieri è letteralmente salito in cattedra. I VIDEO SONO CARICATI SU YOUTUBE, NEL NOSTRO CANALE APPOSITAMENTE CREATO, IN QUANTO ALTERVISTA NON E’ IN GRADO DI FARE L’UPLOAD DI FILE COSI’ PESANTI.

In questa prima ripresa (buono l’audio, un po’ meno la qualità; qualità nettamente migliorata nei tre video successivi), Santoro incomincia a parlare di Dell’Utri e finisce con Annozero, seguendo un filo logico ben preciso: l’informazione distorta a causa del conflitto di interessi.  http://www.youtube.com/watch?v=fHZnx3xTBU4

Nella seconda si scatena, in quanto i fatti raccontati lo toccano da vicino; narra delle sue battaglie giudiziarie per mantenere un programma che fattura il doppio degli altri del suo network, ma anche di epurazioni illustri dalla Rai quale quella di Beppe Grillo, e paragona il governo all’invasore che entra nel “salotto”  degli italiani. http://www.youtube.com/watch?v=zL693gOfIV8

In questa terza parte si da alle metafore, e paragona la marmellata culturale della politica e della televisione italiana al McDonald, il “ristorante” con prodotti malsani e tutti uguali standardizzati. http://www.youtube.com/watch?v=AzPo5ZE2Iyg

E’ la quarta ripresa, nonchè l’ultima conclusiva,  quella in cui il buon Santoro spazia di più: concorrenza sleale tra pubblico e privato, sfruttamento del lavoro, mediocrità di politica e televisione, e accenna persino alla cementificazione delle coste sarde. http://www.youtube.com/watch?v=uQdtZmuhLg8

Si conclude con queste ultime parole di incoraggiamento e supporto il nostro primo resconto della Festa Democratica; sperando sia stato di vostro gradimento, vi invito tutti a seguirci in attesa dei prossimi!

Francesco Woolftail Dal Moro

BERLUSCONEIDE, falsa testimonianza sulla P2, capitolo V

Posted By fred on agosto 20th, 2010

BERLUSCONEIDE, libro delle Amnistie, capitolo V

La nostra Berlusconeide torna indietro di qualche anno, e ci conduce al 1987, anno in cui Silvio Berlusconi, l’imprenditore dai mezzi illimitati, querelò alcuni giornalisti della rivista Epoca, ironia del destino, il gioiellino di casa Mondadori, non ancora nelle sue grinfie.

Le penne del periodico ispirato alla celebre rivista yankee “Life”, assaggiarono le aule dei tribunali per aver scritto che Berlusconi aderì alla P2 nel 1978, corrispondendo anche una quota d’iscrizione.

Ma Berlusconi aveva sempre inquadrato la sua appartenenza alla P2 sotto una luce ilare e scherzosa, riprendendo la vicenda come quasi dettata dal caso e dall’inconsapevolezza della reale essenza dei fatti; non potè dunque accettare che questa nuova versione fosse pubblicamente accettata e creduta, in caso contrario l’etichetta di massone gli avrebbe marchiato a fuoco la fama, la carriera e soprattutto i suoi lungimiranti piani.

Orbene, nel 1988 dichiarò presso il Tribunale di Verona, sotto giuramento: “Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo … Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mai mi è stata richiesta”.

Ma i fatti dimostrarono il contrario, e i giornalisti, tutti assolti, passarono alla controffensiva e querelarono il querelante per falsa testimonianza.

La pretura di Verona, il 22 Luglio 1989 -curiosamente giorno in cui Andreotti subentra a De Mita nella Presidenza del Consiglio- dichiarò nell’istruttoria che il fatto non costitutiva reato.

Sentenza bizzarra, quantomeno ex art. 372 del codice penale, che recita: “Chiunque, deponendo come testimone innanzi all’Autorità Giudiziaria, afferma il falso o nega il vero, ovvero tace, in tutto o in parte ciò che sa intorno ai fatti sui quali è interrogato, è punito con la reclusione da due a sei anni”.

Ma i giornalisti non mollarono la presa, e presentarono ricorso presso la Corte d’Appello di Venezia.

I colpi di scena, tuttavia, sono da aspettarsi sempre durante i processi a carico di Berlusconi, ed ecco che la maggioranza del pentapartito, guidata da Giulio Andreotti, varò un’amnistia “in corsa” che estinse non già il reato, ma soltanto la pena, per falsa testimonianza.

L’imputato commentò così la piacevole sorpresa: “Spero che la prossima amnistia, che si annuncia non rinunciabile, non mi tolga il piacere di vedere confermata la sentenza di proscioglimento”

L’anno successivo, la Corte d’Appello di Venezia, gli negò il piacere desiderato e dichiarò lui colpevole del reato, e il reato estinto per intervenuta amnistia. Riportiamo alcuni passi della sentenza definitiva: “ … Ne consegue quindi che il Berlusconi, il quale, deponendo davanti al Tribunale di Verona nella sua qualità di teste-parte offesa, ha dichiarato il falso su questioni pertinenti alla causa ed in relazione all’oggetto della prova, ha reso affermazioni non estranee all’accertamento giudiziale e idonee in astratto ad alterare il convincimento del Tribunale stesso … Il reato attribuito all’imputato va dichiarato estinto per intervenuta amnistia”

Analogamente alla vicenda dei terreni di Macherio -IV capitolo della Berlusconeide- solo grazie a condoni e amnistie il futuro satrapo ha conservato la fedina penale vergine come Noemi Letizia lo scorso anno: solo a parole.

Francesco Woolftail Dal Moro

Manovre sotto l’ombrellone – di Emilio Fusari

Posted By fred on agosto 13th, 2010

I patti col diavolo puzzano di zolfo e lasciano scottature indelebili. Dovrebbe saperlo Massimo Donadi, capogruppo dell’Idv alla camera, quando venderebbe l’anima a Casini e Fini pur di mandare a casa Berlusconi. Assistiamo ad inconsuete manovre estive, da qualche settimana la maggioranza di governo traballa vistosamente a colpi di proprietà rinfacciate e anonimi parlamentari che, approfittando del momento, fanno gli occhi dolci un po’ qua ed un po’ la, ancora increduli di essere loro l’ago della bilancia di un governo fino ad un momento fa invincibile, e decisi a vendersi nel migliore dei modi.

Sembra una vita che il Cavaliere con una sonora pedata ha cacciato Fini ed i suoi dal Pdl, tante sono le cose  successe,eppure non sono ancora quindici giorni. Come era facile immaginare i “quattro gatti” non erano così soli ed hanno cominciato a miagolare un po’ su tutti i piani dando decisamente fastidio al signore di Arcore.Cominciamo con ordine.

L’artiglio lungo del Cavaliere si sa, arriva anche dove il talento politico difetta, e così,non riuscendo nelle sedi istituzionali ad ottenere la testa di Fini, da una settimana lo fa manganellare dai  suoi giornali di famiglia a colpi di un presunto scandalo immobiliare,ovvero una casa a Montecarlo intestata ad Alleanza Nazionale ed ora finita nella disponibilità del cognato di Fini. Il presidente della camera, seppur parzialmente, ha spiegato la vicenda e per il resto si dice sicuro che la magistratura chiarirà tutto. Da notare la distanza siderale di chi urla al complotto dei giudici comunisti e di chi accetta serenamente il giudizio che la magistratura riterrà opportuno dare. Nel frattempo i manganellati, che nell’ attitudine e nella loro ragione sociale hanno il manganello ma non certamente nel senso del prenderlo, hanno reagito all’offensiva con una palla avvelenata di identica specie ma con proporzioni decisamente maggiori: il contratto di vendita di villa S. Martino ad Arcore di cui Berlusconi è proprietario. Non c’è partita: la professionalità degli ex-picchiatori  missini nonché l’ennesimo scheletro nell’armadio del Cavaliere lo hanno costretto alla resa facendogli dichiarare che “sarà possibile ritrovare l’unità se vi sarà lo spirito costruttivo“. Deposte le armi per la tregua ferragostana  fra Berlusconi e Fini quindi.

Nel campo avversario si fanno le prove generali per le elezioni. Parola d’ordine: modificare la legge elettorale con un governo tecnico e poi procedere al voto non si sa con quale leader, alleati e programma. Per non parlare della stessa legge elettorale cui tutto  ciò  è propedeutico. Insomma, l’armata Brancaleone si è rimessa in moto, ma risulta davvero difficile immaginare un governo tecnico, guidato magari da Pisanu, che abbia al suo interno Pd, Idv, Udc, Fli, Vendola Ferrero, Diliberto, Rutelli e i Verdi discutere qualcosa. Provare per credere: sarebbe divertente, una volta riuniti, buttare in mezzo al branco l’osso del porcellum ed osservare come si sbranano a vicenda a colpi di sistema francese, tedesco o misto. Chi scrive crede che la riforma elettorale sia giustamente la questione prioritaria di cui occuparsi, dato che è all’origine dello sbilanciamento dei poteri con l’annullamento della funzione parlamentare (prima ancora della legge bavaglio che i giornali,anche vedendo i propri interessi,dipingevano come l’arma fine di mondo dell’artiglio berlusconiano dimenticando che la bomba era già esplosa), crede meno che possano essere gli stessi soggetti che, per loro volere o per inerzia, hanno fatto si che questo sistema sia vigente oggi in Italia a cambiarla. E poi, anche ipotizzando che ci si riesca,come si può credere che cambiando la legge elettorale si elimini Berlusconi e vent’anni di dominio incontrastato sul piano politico economico e soprattutto culturale? Davvero a nessuno viene in mente che lo sradicamento dalle coscienze di questo frutto mediatico avvelenato non se ne va dall’oggi al domani con un colpo di spazzola ed una legge,seppur giusta che sia? Ritornare ad una forma di partito più tradizionale, radicato nel territorio e che ascolta la gente (la lega in questo caso insegna), avere un programma non troppo ambizioso ma che sia di vitale importanza la sua attuazione, questa si sarebbe la rivoluzione più innovativa per partire dai cocci berlusconiani e creare una classe dirigente almeno un poco più credibile. Abbiamo passato vent’anni a guardare la luna ed avere anche l’illusione di averla, non credo sia sbagliato ora assicurarci di possedere almeno quel dito che la indica.

Emilio Fusari

Ultim’ora; Formigoni privatizza totalmente l’acqua in Lombardia

Posted By fred on agosto 4th, 2010

Una clamorosa indiscrezione trapela dal blog di Beppe Grillo.

Il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, farà deliberare domani 5 Agosto, con i cittadini al mare, la totale privatizzazione dell’acqua pubblica.

Il tutto nonostante il milione e quattrocentomila firme raccolte per il prossimo referendum contro questa scellerata privatizzazione.

Il tutto nonostante l’Onu, il 28 Luglio c.a., abbia dichiarato  l’acqua un diritto umano.

Il tutto nonostante Formigoni sia illegittimamente il governatore della Regione Lombardia.

Illegittimamente in quanto sostenuto da liste sospette, graziate dal Tar lombardo a seguito delle pressioni e delle influenze della loggetta di governo, nello specifico attraverso la persona di Arcangelo Martino, recentemente arrestato; ma anche perchè una legge dello stato, la 165/2004, art. 2, vieta l’immediata rieleggibilità di chi abbia appena concluso due mandati consecutivi, e Formigoni è già al quarto.

Sebbene questa combriccola sia ormai giunta ai titoli di coda, continua a calpestare le Istituzioni, ad agire in barba alle regole, e a vìolare i diritti dei cittadini.

Ecco il link originale del blog di Beppe Grillo

Francesco Woolftail Dal Moro