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Posted By grim on aprile 27th, 2010

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Posts Tagged ‘lavoro’

HACKLETTURA 221: Professione genio – di Peter Parisius

Posted By fred on luglio 5th, 2010

Grigorij Perelman, genio della matematica, rifiuta un premio da 1 milione di dollari

Ha dimostrato la Congettura di Poincaré ma ha detto no ai soldi del Clay Institute. “I soldi, in Russia come altrove, generano solo violenza.” Per questo vive con la madre in una casa popolare nei pressi di San Pietroburgo

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Chi lo conosce in fondo se lo aspettava: la sua vita è costellata di rifiuti, perciò niente di “strano” che abbia detto di no anche al milione di dollari assegnatogli dal Clay Mathematics Institute di Cambridge, Massachusetts, per essere riuscito in un’impresa ai limiti dell’impossibile: risolvere uno dei sette Problemi del Millennio, dimostrando la Congettura di Poincaré.

[L'essenza del puzzle topologico di Poincaré risiede nel fatto che ogni spazio pluridimensionale senza buchi è equivalente alla superficie estesa. La soluzione del problema, che contempla quattro o più dimensioni spaziali, contribuisce a determinare la forma dell'universo.]

Il rifiuto di Perelman (più propriamente: Perel’man) è stato accompagnato da una nota di grande umiltà inviata all’agenzia Interfax: “Ritengo che il contributo dato dal matematico statunitense Hamilton alla dimostrazione della Congettura di Poincaré non sia inferiore al mio”.

perelman1_237 E’ un genio Grigorij “Grisha” Jakovlevic Perelman. Ha 44 anni e non ha mai amato la ribalta. Nato a Leningrado (San Pietroburgo), fin da giovanissimo ha dimostrato di possedere una capacità sovrumana nel calcolo, proprio come la sorellina Elena. I genitori (papà ingegnere, mamma insegnante, ovviamente di matematica) lo iscrissero alla Scuola Pubblica n° 239, un istituto fondato negli anni 1950 e riservato a bambini particolarmente dotati. Nell’82, a sedici anni, vinse la medaglia d’oro alle Olimpiadi Internazionali della Matematica, a Budapest. Gli proposero una borsa di studio negli Stati Uniti ma rifiutò. Si laureò nella sua città, anche se poi fu chiamato in atenei americani, fra i quali il Massachusetts Institute of Technology. A metà degli Anni Novanta tornò in Russia e lavorò, con risultati brillanti ma senza far parlare molto di sé, al celebre Istituto Steklov di Matematica, sempre a Leningrado.

Nel 1996 un altro “njet”, stavolta a un premio europeo: “La giuria è incompetente” disse, papale papale. Lasciò fuori dalla porta anche la prestigiosa rivista Nature che voleva intervistarlo; lui non pubblica neppure più su carta, preferendo Internet.
Intanto a Parigi, il 24 maggio 2000, l’Istituto Matematico Clay proclamò i Sette Problemi del Millennio: in palio un milione di dollari per ogni soluzione, visto che ognuno di essi può avere importanti implicazioni economiche. Fra i sette, l’Enigma di Poincaré, proposto dal matematico francese Henri Poincaré nel 1904: un complesso problema di topologia. E nel 2002 fu proprio Grisha Perelman, il Supercervello di San Pietroburgo, a scrivere un articolo (su arXiv.org) che venne poi ritenuto risolutivo nella dimostrazione dell’astrusa congettura. Fu così che divenne definitivamente una leggenda.

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Lui però nel 2005 si dimise dallo Steklov senza neppure avvisare la direzione, rea di averlo trattato male. E l’anno successivo rifiutò la Medaglia Fields, il Nobel dei matematici, con il corrispettivo assegno di – ancora! – un milione di dollari: “Per me è del tutto irrilevante” disse. “Se la soluzione è quella giusta, ciò mi basta e avanza, non occorre altro riconoscimento.”

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Perelman e la vecchia madre dimorano alla periferia sud di San Pietroburgo in una “khrusciovka”, un palazzone popolare costruito ai tempi di Nikita Kruscev.
Secondo la sua vicina Vera Petrovna, il genio vive in condizioni disagiate. “Una volta sono stata nel suo appartamento, rimanendo scioccata. C’è solo un tavolo, una sedia e un letto con un materasso sporco, lasciato dai precedenti proprietari alcolisti, che gli hanno venduto l’appartamento. Stiamo cercando nel palazzo di sbarazzarci degli scarafaggi, ma sono nascosti nel suo appartamento…” Non è chiaro se l’indiscrezione sia vera o solo frutto di cattivi rapporti di vicinato. Di sicuro la genialità del matematico resta indiscussa.

perelman4_264 Di recente Vladimir Putin ha detto agli accademici che protestavano per i tagli alla ricerca: “Vedete, dovreste prendere esempio da Perelman!”…
Il 44enne genio non commenta, non esce quasi nemmeno. Secondo le solite dicerie, si nutre solo di rape e di cavolo nero. Senza un lavoro fisso, senza amici, ignora le email ed evita accuratamente giornalisti e fotografi. Per lui i soldi non contano: “Non voglio essere uno scienziato da vetrina” ha spiegato, “e troppi soldi in Russia generano solo violenza”.
Nella sua città, ex capitale degli zar e fin da sempre patria di hippies e dissidenti (negli Anni Cinquanta-Sessanta vi nacque una sorta di
beat generation à la russki), sono in commercio magliettine con l’effigie di Grisha e la scritta in inglese “Respect” sul davanti e sulle spalle, in russo: “Non tutto si compra“.

ra“.

Si torna a scuola il 30 settembre? Ecco perchè no! – dal blog Noipensiamo.com

Posted By fred on giugno 8th, 2010

Articolo tratto dal blog amico noipensiamo.com

In classe il 30 Settembre?? Certo che agli studenti di elementari, medie e superiori non deve sembrare tanto brutta questa idea, avanzata da alcuni parlamentari del PdL e subito proposta al tavolo del Ministro Gelmini; due o tre settimane di posticipo per il rientro dalle vacanze estive è una vera e propria pacchia per gli studenti, ma vediamo le ragioni di questa proposta, pro e contro di questa contrastante iniziativa.

Innanzi tutto, bisogna mettere in chiaro che questa è solo l’idea di un singolo parlamentare PdL, non un’idea di progetto condiviso, e molto probabilmente è una proposta che non avrà alcuna risonanza nelle camere, al contrario del solito putiferio di maggioranza e opposizione che si scatena su ogni affermazione di un esponente governativo (viva la democrazia).

L’idea era nata da questo presupposto, un’idea condivisibile e assolutamente sensata, checché incompleta: i genitori hanno bisogno di fare le vacanze, e avere l’opportunità di scegliere periodi meno affollati e più accessibili per raggiungere le proprie mete preferite, senza l’intoppo dell’inizio delle scuole, potrebbe avere delle conseguenze positive sul turismo, sull’umore dei genitori e sulla stabilità delle famiglie, che almeno passerebbero le vacanze insieme e in momenti dell’anno non proibitivi per i prezzi, magari allungando la permanenza.

Fin qua niente da dire; famiglie più unite, costi meno ingenti, studenti felici che posticipano di due settimane il rientro; quasi il raggiungimento del Paradiso. Bene, eppure qualche cricca in quest’idea (probabilmente concepita in circa 4 secondi e subito sproloquiata in maniera inopportuna) ce l’ha.

Se si pensa infatti che le aziende, dove lavorano mamma e papà, siano disposte a cambiare l’organizzazione del lavoro, in modo da posticipare il rientro dalle ferie o traslarle da un periodo praticamente morto a livello commerciale (luglio e agosto) al periodo economicamente più florido (settembre e ottobre) ci si sbaglia di grosso; dunque una banale riforma scolastica che posticipa l’inizio delle scuole di due settimane determinerebbe un colossale progetto di riforma dell’organizzazione del lavoro, dell’istituzione di lavori part-time e dei conti già gravosi in casa dei cittadini; la salute della famiglia verrebbe ulteriormente inguaiata, dato che, non potendo essi chiedere le ferie a settembre, dovrebbero rivolgersi a nonni, baby sitter o mandare i figli nei campi estivi, sborsando un capitale che difficilmente riescono a mettere da parte.

Insomma, questa idea, citando il caro don Abbondio, “non s’ha da fare”; forse prima di uscire con idee strampalate e disastrose, si potrebbe invece pensare a un serio sistema di interventi volti al raggiungimento di una stabilità economica, finanziaria e commerciale, che in Italia, come da quasi qualsiasi altra parte al mondo, ha ben difficoltà ad instaurarsi; un solido sistema di down-sizing del lavoro e una riforma sulla base del job sharing e del part-time sarebbero di sicure proposte ben accette da parte di un popolo che, come il nostro, sta disperatamente cercando un modo per ricominciare a stare bene.

CLAUDIOTTO

Aiuto… sono un invalido – dal blog Mondo Libero

Posted By grim on maggio 28th, 2010

Con la tanto discussa manovra economica,della quale tutti i falsi media di parte stanno dando risalto in questi giorni,il governo ancora una volta si attacca dove è più facile attaccarsi ,dicendo che la fetta più grossa della manovra l’avrebbero pagata i falsi invalidi e gli evasori.Ma secondo la mia modesta opinione,la manovra la pagheranno gli invalidi veri,già relegati a livello di straccioni,con un trattamento economico della bella cifra di 254 euri tondi,uno dei trattamenti più basso del mondo.Perchè colpirebbe i veri invalidi?perchè con l’innalzamento della soglia percentuale dall’attuale 74 per cento all’85 per cento,non solo non avrebbe alcuna influenza sui falsi invalidi,ma punirebbe tutte quelle persone che lavorano onestamente,che a causa  di una malattia,vengono espulsi dal mondo del lavoro,e in molti casi non raggiungerebbero la soglia minima,venendo di fatto [..] clicca qui per leggere tutto

Ribellarsi alla morte dell’anima – dal blog MONDO LIBERO

Posted By grim on maggio 11th, 2010

I lavoratori precari,quelli a tempo determinato,e chi ha definitivamente perso il posto di lavoro,stanno molto peggio di coloro che un lavoro ancora ce l’hanno, ma vedono sempre più evidente la lenta ma inesorabile diminuzione del loro potere d’acquisto.I lavoratori che perdono l’occupazione devono fare i conti anche con vari malesseri,più o meno gravi,che aleggiano pesantemente su di essi,cioè la depressione,gli stati d’ansia,fino ad arrivare a pensare al suicidio.Da alcuni studi emerge che la città più depressa d’Italia è [...] clicca per leggere tutto il testo