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Posted By grim on aprile 27th, 2010

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Posts Tagged ‘pd’

Festa PD; Santoro scatenato su informazione, conflitto di interessi, istruzione e lavoro – VIDEO DAL VIVO

Posted By fred on settembre 3rd, 2010

La Fionda sta seguendo in questi giorni, con videocamera al seguito, alcuni dei più interessanti eventi organizzati dal Pd per la sua festa nazionale a Torino.

Abbiamo cominciato con la lezione sull’informazione tenuta ieri sera da Michele Santoro in piazza Castello, che riporteremo con commenti e, ebbene sì, anche con le riprese che abbiamo realizzato; seugiranno registrazioni e resoconti anche dei dibattiti tra Piero Fassino e Renato Schifani, tra Nichi Vendola e Rosy Bindi, e per gli appasionati di diritto come il sottoscritto riporteremo anche gli interventi di Gian Carlo Caselli, la cui carriera si presenta da sola,  Nando Dalla Chiesa, figlio del celebre generale che inginocchiò le Br e perse la vita per mano dei Corleonesi, e Gustavo Zagrebelsky, giudice della Corte Costituzionale dal 1995 al 2004, e della medesima Presidente durante l’ultimo anno di mandato.

E questa non sarà l’unica novità che vi proporremo per il rilancio del blog: un diario dal Rwanda è in arrivo sulle vostre pagine virtuali, ma di questo ve ne parlerà, prossimamente, il mio amico e socio Tommaso, appena tornato da un mese di volontariato nel continente nero.

Cominciamo dunque la nuova stagione con il frizzante, e non certo lievemente, intervento di Santoro.

Argomento principale della lezione, s’è detto, l’informazione, con un occhio a 360 grandi puntato anche sugli ambiti di lavoro, istruzione storia politica e della televisione, e lo sguardo mai distante da quelli che dovrebbero essere gli obbiettivi, o da un altro punto di vista le limitazioni, previsti dalla nostra carta costituzionale.

Ripercorriamo allora passo dopo passo i punti salienti dell’oretta abbondante passata in compagnia del professor Santoro, che ieri è letteralmente salito in cattedra. I VIDEO SONO CARICATI SU YOUTUBE, NEL NOSTRO CANALE APPOSITAMENTE CREATO, IN QUANTO ALTERVISTA NON E’ IN GRADO DI FARE L’UPLOAD DI FILE COSI’ PESANTI.

In questa prima ripresa (buono l’audio, un po’ meno la qualità; qualità nettamente migliorata nei tre video successivi), Santoro incomincia a parlare di Dell’Utri e finisce con Annozero, seguendo un filo logico ben preciso: l’informazione distorta a causa del conflitto di interessi.  http://www.youtube.com/watch?v=fHZnx3xTBU4

Nella seconda si scatena, in quanto i fatti raccontati lo toccano da vicino; narra delle sue battaglie giudiziarie per mantenere un programma che fattura il doppio degli altri del suo network, ma anche di epurazioni illustri dalla Rai quale quella di Beppe Grillo, e paragona il governo all’invasore che entra nel “salotto”  degli italiani. http://www.youtube.com/watch?v=zL693gOfIV8

In questa terza parte si da alle metafore, e paragona la marmellata culturale della politica e della televisione italiana al McDonald, il “ristorante” con prodotti malsani e tutti uguali standardizzati. http://www.youtube.com/watch?v=AzPo5ZE2Iyg

E’ la quarta ripresa, nonchè l’ultima conclusiva,  quella in cui il buon Santoro spazia di più: concorrenza sleale tra pubblico e privato, sfruttamento del lavoro, mediocrità di politica e televisione, e accenna persino alla cementificazione delle coste sarde. http://www.youtube.com/watch?v=uQdtZmuhLg8

Si conclude con queste ultime parole di incoraggiamento e supporto il nostro primo resconto della Festa Democratica; sperando sia stato di vostro gradimento, vi invito tutti a seguirci in attesa dei prossimi!

Francesco Woolftail Dal Moro

Ultim’ora; Tra il Pd e il Pdl, la differenza è solo di una L

Posted By fred on giugno 10th, 2010

Il ddl sulle intercettazioni è stato oggi approvato al Senato. Nessun senatore del Pdl, benchè contrario alla norma, ha potuto votarvi contro, in quanto ricattato dalla questione di fiducia.

La cosa più sconcertante, oltre ai contenuti della legge stessa, oltre alla trentaquattresima questione di fiducia in due anni, è l’assenza dei senatori del Pd alle votazioni.

Non è mia abitudine “torpiloquiare” (passatemi il termine) nei post di questo blog, ma un bello “Stronzi di merda”, o un sonoro “Coglioni del cazzo” non glielo nega nessuno, a questi finti politicanti “democratici”.

Mentre una delle più scandalose leggi dell’occidente democratico viene votata, l’opposizione che rappresenta il 30% degli elettori non partecipa alle votazioni. Risultato finale: 164 voti favorevoli, 24 contrari (provenienti da Udc e Idv). Il cittadino si aspettava, s’auspicava, una forte battaglia, invece ha potuto constatare che il Pd, ancora una volta, s’è chinato a 90 gradi e s’è (o meglio, ci ha) spalancato le natiche.

Considerata la loro più totale inutilità, è giunta l’ora in cui gli elettori di sinistra comincino a negare il voto a questi concubini del governo più anti-istituzionale dell’occidente, compiacenti e soggiacenti alla dittatura di Berlusconi, complici e co-artefici dei più grandi soprusi che la nostra Costituzione abbia mai subito.

Cari elettori di sinistra, questa sinistra, cercatela altrove, perchè tra Pdl e Pd c’è solo una L di differenza.

FRANCESCO woolftail DAL MORO

Soap opera – di Tommaso Petrucci

Posted By Tom on aprile 27th, 2010


La saga dello scontro tra Berlusconi e Fini continua. Giovedì 22 aprile può considerarsi la data ufficiale dello strappo tra berluscones e finiani. Nella Direzione nazionale, organo mai convocato finora del Popolo delle libertà, il Presidente della Camera si è sfogato e ha sbraitato tutto quello che si era tenuto dentro in questi mesi. Chiede una riequilibrazione del rapporto PDL-Lega, maggior dialogo con l’opposizione, riforme condivise, democrazia interna al partito, laicità dello stato, maggiori diritti per gli immigrati. Tutto questo in nome dei valori del Partito Popolare Europeo, di cui il PDL fa parte. Insomma, la crociata della destra europea, cosiddetta “moderna” e “liberale” stile Sarkozy e Merkel.

Berlusconi e Fini ai tempi dell'idillio d'amore

Vedere Fini ribellarsi alla visione padronale di Berlusconi e dei suoi fa ridere. È lui ad aver sciolto Alleanza Nazionale, ben consapevole di cosa sarebbe significata la convivenza con il capo; d’altronde è da quindici anni che il suo partito vota tutte le leggi vergogna dei vari governi Berlusconi. Mi chiedo poi su quale pianeta abbia vissuto in tutti questi anni: si lamenta del fuoco amico di Feltri e di Belpietro. Complimenti al signore. Si è accorto solo ora del conflitto d’interessi!Certamente, Fini rimugina e manovra. Sa benissimo che la monarchia sta volgendo al termine. E guarda al futuro senza il re, mentre tutti gli altri gli scodinzolano ancora attorno in cambio di una poltrona.

Ma per mantenersela questa poltrona, i pitbull fanno la guardia alle spalle di Silvio, mentre a lui saltano i nervi nell’ascoltare qualcuno che osa parlare e mettere in discussione il suo progetto politico di impunità. Prontamente, fa redigere agli scribacchini della Direzione nazionale un documento in cui si sostiene che “quando gli italiani che amano la libertà, che vogliono restare liberi, che non si riconoscono nella sinistra, si riunirono sotto un solo simbolo e una sola bandiera, scelsero che su quel simbolo e su quella bandiera ci fosse scritto “Popolo della Libertà” e non  “Partito della libertà”” e che, per questo, “le “correnti” o “componenti” negano la natura stessa del Popolo della Libertà ponendosi in contraddizione con il suo programma”. La santa alleanza col suo popolo viene prima di tutto. E non solo quella; di fatti, il suo patto con Bossi tiene: la Lega fedele alle volontà del padrone, in cambio di Piemonte e Veneto e dell’egemonia culturale nel Nord. Più che di patto, si tratta di ricatto del senatur, che continua ad avvertire, tramite la bocca di Calderoli, che l’interlocutore dev’essere uno e che i ribelli non saranno tollerati, altrimenti si va alle urne.

È proprio periodo di manovra e i complotti vanno elaborati a sangue freddo; l’asse Berlusconi-Bossi intende cacciare i traditori. Consegnando una proposta di riforma costituzionale direttamente a Napolitano, tramite la mano di Calderoli, i due leader hanno acceso l’esplosione. Si tolgono la spina nel fianco, Bossi si crea la propria signoria personale al Nord e Berlusconi porta a termine il suo scopo: ora utilizza il legittimo impedimento, mentre i suoi lavorano al lodo Alfano costituzionale e per questa legislatura è a posto. Per quella successiva, progetta un presidenzialismo ad personam, così da avere il controllo totale. E magari nel frattempo, forte e sicuro del suo consenso, fa cadere governo e si fa rieleggere, così si allunga di qualche annetto l’impunità.

Già, ma allora Bersani ha pure ragione quando su Repubblica sostiene che Berlusconi vuole lo strappo e le elezioni. E sa che la sua mano tesa, lanciata il giorno della festa della liberazione, per un progetto condiviso di riforma è una trappola per addolcirli e per tirare su qualche voto in più; e di fatti ha subito rifiutato il dialogo. Peccato, però, che il PD, oltre a stare fermo a non dialogare con nessuno, non riesce a fare altro. Cosa aspetta a divaricare la crepa, che si è formata nel bastione dell’avversario? Al contrario, Bersani prontamente ha affermato, appena scoppiata la lite, che non si deve tornare alle urne, perché c’è la crisi. Ma proprio perché c’è la tanto citata e strumentalizzata crisi, l’opposizione, se si ritiene tale, dovrebbe essere pronta a proporre una gestione della crisi, opposta all’assenteismo dell’attuale governo. Almeno, per infondere speranza nei suoi elettori. Niente da fare. E allora, per non far dimenticare la propria presenza, il segretario del PD lancia dalemiane idee di patti repubblicani, ammiccando anche a Fini e trattandolo come se stesse per diventare il nuovo leader del centro-sinistra. Il Partito Democratico si è ridotto a essere una variabile dipendente rispetto a quello che succede nel PDL. Hanno trovato la via della sconfitta. E intendono seguirla fino in fondo.

Questa puntata della soap opera è finita. Ora possiamo spegnere la televisione e tornare alla realtà.

P&L
Tom