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Posted By grim on aprile 27th, 2010

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Posts Tagged ‘pedofilia’

Il risveglio delle coscienze – di Alessio Spadola

Posted By fred on luglio 2nd, 2010

Sembra incredibile, ma è vero. Un giorno forse dovremmo ringraziare un comico per tutto ciò che sta accadendo. Vedo nascere blog, pagine su facebook e tanto altro tutto sotto un’unica bandiera, quella della libertà d’informazione. Prima di Beppe Grillo questo paese sembrava ormai un paese narcotizzato e indifferente a tutto ciò che accadeva sotto i nostri occhi, un popolo ormai addestrato al silenzio. Un silenzio rotto dalla voce del comico ligure, che, spettacolo dopo spettacolo, battuta dopo battuta, è riuscito a risvegliare la coscienza degli italiani e, ancor più importante, è riuscito ad arrivare al tanto ricercato mondo dei giovani. Non so quanti riconosceranno questo suo merito, ma penso che il tempo potrà dargli solamente ragione. Così, adesso ti basta navigare nella maniera giusta e t’imbatti in quelle notizie che ormai le tv nascondono, mascherano o inseriscono tra una notizia di cucina e una sul tempo.

L’altro ieri il Sen. Marcello Dell’Utri, nella sentenza d’Appello, è stato condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, due in meno della condanna in primo grado. Dell’Utri braccio destro, oltre che amico dai tempi dell’Universtà e coofondatore di Forza Italia, del nostro Presidente del Consiglio, è stato riconosciuto colpevole di aver appoggiato le strartegie mafiose fino al 1992, escludendo cosi gli anni successivi, quando ci furono stragi, attentati e accordi segreti con lo stato. Questo è bastato al Tg1 di Minzolini per creare un servizio, come se fosse stato prosciolto da ogni accusa, come se i Pm avessero sbagliato tutto. In questo modo molte persone che ascoltano con superficialità rischieranno di commettere lo stesso errore capitato dopo la sentenza di un’altro uomo di “Stato” il Sen. Giulio Adreotti. PER ENTRAMBI E’ STATA CONFERMATA, DOPO I VARI PROCESSI, L’ASSOCIAZIONE MAFIOSA.

Le parole contano e devono essere chiare. Per questo dico grazie a Grillo, che ha ridato a molti la voglia di sapere, di conoscere, di informarsi; lo ringrazio perchè ora solo questo potrà salvarci: la consapevolezza. Perchè un conto è sospettare che ti stiano fregando, un’altro è averne le prove.

Un altro piccolo (per modo di dire!) fatto accaduto in questi giorni, che credo sia giusto sottolineare, sono le dichiarazioni del Papa. Ratzinger ha dichiarato inaccettabili le perquisizioni avvenute in questi giorni da parte delle autorità belga per i casi di pedofilia. Mi viene solo una parola: mostruoso. Dicendo questo, chiedo scusa ai cattolici ma credo che anche loro dovrebbero capire il peso di certe dichiarazioni. La Chiesa non può essere immune. NON c’è motivo che lo sia e, quando si parla di violenza sui bambini, non basta dire che per quei preti, rei di reati cosi atroci come possono essere le violenze sui minori, l’nferno sarà più duro. Non basta, prego quei cattolici di riflettere su quelle parole e nOn solo di guardare l’immagine di colui che le dice.

Eremita

Preti belgi, preti di mondo – di Emilio Fusari

Posted By fred on giugno 28th, 2010

In cauda venenum.

L’intensità del dramma, con tutte le implicazioni passate e postume, sta nella frase del neuro psichiatra infantile Adriaennsens: “Da ieri la commissione è sommersa di telefonate delle vittime terrorizzate all’idea di vedere i loro traumi esposti in pubblico”.

Cosa significhi subire un abuso non è dato immaginarlo a chi, per un destino migliore, non ha condiviso i suoi giovani passi con quelli di qualche rispettabile prelato, magari anche con la faccia simpatica, su cui la comunità non nutre ovviamente nessun dubbio e a cui la stessa affida l’educazione e i giovani corpi del proprio futuro.
Si riaprono a Bruxelles in questi giorni ferite che le giovani vittime, ormai adulte, sopite ma non dimentiche, hanno cercato faticosamente per tanti anni di ricacciarsi dentro per scoprire che non è possibile.

Il velo del silenzio è stato squarciato venerdì scorso,quando la polizia belga ha fatto irruzione nella cattedrale di Mechelen-Bruxelles. In quella sede erano riuniti tutti i vescovi della conferenza episcopale belga che sono stati tenuti in stato di fermo ed interrogati per nove ore, il tutto senza neanche il telefonino per comunicare all’esterno.

Infine sono state ispezionate due tombe appartenenti ad altrettanti arcivescovi e sequestrati 475 dossier nella sede della commissione indipendente, che la Conferenza aveva istituito per indagare sulle denunce di pedofilia da parte di ecclesiastici.
Per capire quale distanza siderale divide il Belgio dall’Italia basta leggere le dichiarazioni del primo ministro dimissionario (anche confermate dal ministro della giustizia De Clerck) Yves Leterme che, senza spettinarsi più di tanto alle folate di vento vaticane, ha ribattuto che “ciò che interessa è che il potere giudiziario possa esprimersi in modo autonomo ed è proprio questo che sta succedendo”. Oltretevere il fermento è alto, si nota che il giardino del Papa diventa ogni giorno più piccolo ed arido e che le roccaforti papali cadono sempre più indifese dai guardiani preposti a farlo, anche perché spesso la collusione obbliga gli alti prelati ad una precipitosa fuga verso una pensione anticipata o, se la loro faccia tosta glielo permette, ad un assordante silenzio.
La linea ufficiale della chiesa di Ratzinger, almeno adesso che il tappo della vergogna è saltato e rovescia fiumi infiniti di aberrazioni, è la pulizia di tutte le serpi in seno, la stigmatizzazione di tutti quei comportamenti brutali e la piena collaborazione con le autorità giudiziarie che indagano sui casi di pedofilia.

Non raccontano le stesse intenzioni le migliaia di epistole in cui prelati di ogni ordine e rango chiedono consigli ai propri superiori -mai disattesi- per nascondere le proprie nefandezze agli occhi di dio e della legge.
La secolarità di un potere come quello della chiesa, abituato a sopravvivere a bordate di tutti i tipi, anche questa volta sceglie la strategia di più lunga durata:minimizzare il danno e resistere, anche a costo di perdere qualche pezzo importante, nel suo nucleo vitale.

Non so se ci sia più vergogna per gli abusi subiti e sbandierati pubblicamente o frustrazione per questo arroccamento penoso da parte della chiesa, ma so che se si fosse seguito l’insegnamento di Gesù, che dava ai pedofili la sola possibilità di mettersi una pietra di mulino al collo ed essere buttati in fondo al mare, probabilmente avremmo molte messe in meno e gli oceani pieni di squallidi tipi con al collo una pietra, e saremmo tutti un po’ più sicuri per i nostri figli.

“I bambini violentati lievemente” Emendamento agghiacciante sta per essere approvato dal governo – dal blog Mondo libero

Posted By Tom on giugno 6th, 2010

… E non si potrà arrestare chi compie atti di violenza sui minori di lieve entità. Questo hanno scritto alcuni senatori del pdl, nel decreto sulle intercettazioni. Scritto a voce bassa, così bassa che nessuno avrebbe dovuto saperlo e infatti non scritto nemmeno nell’elenco pubblicato sul sito del senato.

Eravamo rimasti alla regola che i bambini non si toccano mai, ora siamo al punto in cui i bambini si possono toccare lievemente. È il concetto di lieve entità applicato alla violenza su minore che mi spiazza. Come se potessero esserci violenze, che come graffi, sono guaribili in sette giorni e un cerotto di Topolino sul ginocchio. Clicca qui per leggere tutto

Crimen sollicitationis – di Tommaso Petrucci

Posted By CodaDiLupo on aprile 10th, 2010

Il Crimen sollicitationis indica le procedure da adottare, secondo diritto canonico, nei casi in cui qualche servo di Dio, perduta la retta via, commetta abusi sessuali o atti pedofili, pudicamente definiti “crimini di adescamento o provocazione”. E tale pudicizia nei termini non è affatto casuale: il timore che il prete non riesca a controllare i propri bollenti spiriti e a rispettare uno dei precetti comportamentali fondante di questa figura spirituale è davvero alto, almeno dal Concilio di Trento; d’altronde questo timore è comprensibile, dal momento che la sessualità fa parte della natura umana e i preti, è bene ricordarlo, sono semplici esseri umani e non super-uomini. Ma la Chiesa, ostinata nel ribadire i propri dogmi e dimentica del proprio passato peccaminoso, continua a predicare la castità come valore fondamentale, valore, per altro, che discende dalla biblica illazione che la carne, altro modo pudico per riferirsi al sesso della donna, sia una diabolica tentazione per sviare l’uomo pio dalla contemplazione divina e per portarlo sulla via del male; una tale repressione psico-fisica, nei soggetti più deboli, può sfociare in incontrollati e vergognosi comportamenti.

Il documento vaticano, approvato da papa Giovanni XXIII nel 1962, indica, inoltre, quali pene comminare nei casi in cui il crimine viene commesso: si parte dalla sospensione a divinis, cioè la sospensione dalla celebrazione dei sacramenti, per arrivare alla privazione di tutti i benefici e, nei casi più gravi, le dimissioni dallo stato clericale. Ma se tali sanzioni hanno natura, per così dire, pubblica, il regime di segretezza e riservatezza è sancito nel documento stesso con ferma convinzione non soltanto per gli atti del procedimento, ma anche per la sentenza definitiva del tribunale diocesano. È chiara la politica della Chiesa al riguardo: assoluto occultamento dei fatti per salvaguardare la reputazione del reo, ma soprattutto per evitare che si gridi allo scandalo, tant’è che chiunque venga a conoscenza dei fatti, è tenuto a mantenere il segreto, pena la scomunica. E questa politica settaria è stata ribadita nel 2001 dall’allora cardinale Joseph Ratzinger, il quale, nella lettera “De delictis gravioribus”, attribuì una speciale giurisdizione, in sostanza maggiore controllo, alla Congregazione della Dottrina della Fede (di cui Ratzinger era prefetto) per, appunto, i reati più gravi, tra cui anche i crimina sollicitationis; e l’allora segretario della Congregazione, il cardinale Tarcisio Bertone, affermò spavaldamente che un sacerdote, venuto a conoscenza del fatto che un suo “collega” abbia commesso uno dei più gravi delitti, non è tenuto a comunicarlo alle autorità civili, in virtù di un millantato “segreto professionale”. Evidentemente la politica dell’occultamento permette di fare carriera, dato che il primo è diventato papa e il secondo è segretario di Stato Vaticano e Camerlengo. E ci tengo anche a precisare che, per tutti questi documenti, Joseph Ratzinger, dal gennaio del 2005, è imputato nella corte distrettuale di Harris County in Texas per ostruzione alla giustizia, cioè per aver coperto abusi sessuali perpetrati da alcuni preti statunitensi; peccato che poi è sopraggiunta l’immunità diplomatica, in quanto è diventato capo di uno stato sovrano.

Ma oramai il Vaticano è in piena crisi: il numero di sacerdoti assoldati cala di anno in anno, molti dei precetti ecclesiastici sono pressoché disobbediti dagli stessi cattolici e il consenso di questo papa conservatore e tradizionalista è bassissimo, per lo meno se comparato a quello che ottenevano i suoi più “riformisti” tre predecessori. In più lo scandalo pedofilia, scoppiato circa dieci anni fa negli USA, è dilagato, nelle ultime settimane, anche in Irlanda, Austria, Germania, con accuse di complicità diretta rivolte allo stesso Pontefice. Il quale, ovviamente, nega tutto. Addirittura Padre Cantalamessa a San Pietro ha tuonato minaccioso, riportando le parole di un suo amico ebreo, che si tratta di “attacchi violenti che ricordano l’antisemitismo”, scordandosi che questi “attacchi violenti” provengono semplicemente da persone che hanno subito la violenza sulla loro pelle.

Sbraitano in questo modo, perché sanno benissimo che la posta in gioco è la pretesa superiorità morale, di cui si sono sempre fatti portatori e che i fedeli non hanno mai messo in discussione. La parola di Dio come potrà essere diffusa e interpretata da uomini improbi e turpi? Ma la questione è che dietro alle prediche della domenica, si nascondono organismi economici e finanziari che muovono e gestiscono l’intero flusso dei capitali che passano e sono passati da San Pietro: basti ricordare lo scandalo del Banco Ambrosiano e le implicazioni al riguardo dello Ior, la banca vaticana che oggi detiene ben 5 miliardi di depositi, basti ricordare che il PIL pro capite della Città del Vaticano ammonta a 407 mila dollari, basti ricordare che solo negli USA la Chiesa cattolica possiede 298 milioni di dollari in titoli, 273 milioni di dollari in joint venture, 195 milioni di dollari in azioni, 102 milioni di dollari in obbligazioni a lungo termine, basti ricordare che solo l’8,6% dei contributi dell’8 per mille, che garantisce alla curia romana circa un miliardo di euro all’anno, è destinato al terzo mondo, mentre il resto rimane saldo in Italia, basti ricordare che in Italia la Chiesa gode di una serie infinita di vantaggi fiscali (esenzione dall’Ici, dall’Irap e dall’Ires, più tutte le elusioni consentite per le attività turistiche e commerciali) e possiede ben 49.982 strutture ecclesiastiche per un valore di circa 30 miliardi di euro. La potente lobby vaticana non può certamente permettersi che i propri dirigenti finiscano sotto inchiesta con il rischio di veder andare in fumo tutti questi privilegi.

In tutto questo, le vittime degli abusi sono totalmente dimenticate e in nessun documento ufficiale la Chiesa mostra interesse per tutelare l’integrità fisica e psicologica di queste persone. La fratellanza e l’amore cristiani scompaiono d’improvviso per loro, e non certo per chi commette questi reati, che invece da circa 50 anni la fa franca. L’autorevole ruolo sociale dei preti e il conseguente affidamento cieco e incondizionato che i fedeli ripongono in loro, dovrebbe essere rimesso in discussione, non certo per un sano anticlericalismo di principio, ma perché semplici esseri umani abusano della loro posizione di guida spirituale per commettere violenze su, per lo più, donne e bambini, che dovranno poi subire il trauma della vergogna.

La soluzione è semplice: abolizione della castità per i preti. Ma per ora non se ne parla neanche. Che Dio ci soccorra. Amen

P&L
Tom