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Posted By grim on aprile 27th, 2010

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Posts Tagged ‘Scajola’

Promuovine ancora, Silvio – di Emilio Fusari

Posted By fred on ottobre 7th, 2010

“Volete che vi racconti una storiella?”

Ha esordito così l’altra sera al Quirinale un Silvio Berlusconi (immediatamente stoppato dal fido Gianni Letta) mai stanco di recitare la parte del primo intrattenitore. Certamente il ruolo istituzionale ,ma ancor di più l’occasione poco favorevole a dipingere un merito governativo , avrebbero permesso una presenza dimessa o tuttalpiù una comparsata poco dignitosa , cercando magari di non apparire troppo in scena e sperando che qualcuno passi sopra al legame fra gli attori. Con la nomina a ministro dello Sviluppo Economico conferita a Paolo Romani,già vice ministro dello stesso e uomo di fiducia, oggi il premier affonda definitivamente la lama in petto alla sua maggioranza e alla possibilità di attirare qualche Casini di passaggio che sostenga il governo, essendo questo il vero motivo per cui da cinque mesi dalle epiche dimissioni dell’ignaro possessore d’appartamenti Scajola ,ancora nessuno occupava quella poltrona.

Romani, fedelissimo operatore del Cavaliere nel retrobottega del potere, ha guadagnato la stima e la promozione sul campo specializzandosi nelle telecomunicazioni, o meglio occupandosi di tutte quelle faccende che hanno permesso all’ azienda del padrone di fatto (anche se mai ufficialmente) di crescere, storcendo e raggirando ogni principio di libera concorrenza verso le altre emittenti. Appare quantomeno riduttiva o sbagliata la parola conflitto d’interessi per un uomo che ha nel curriculum,fra le altre cose, l’estensione della famigerata legge Gasparri e che, dalla sua posizione di vice ministro con delega alle comunicazioni ,occupava gran parte del suo tempo ad impedire a Sky di approdare al digitale terrestre o a regalare al Biscione gli stessi canali in anteprima. Appare sbagliata,dicevo,perché questa è una definizione valida in uno stato normale con istituzioni realmente pubbliche nel momento in cui una persona che riveste una carica usa lo stessa per il proprio o altrui tornaconto. E’ passato da un pezzo il tempo in cui in Italia si poteva separare ancora lo stato dalla Fininvest, la cosa pubblica dalla proprietà privata del capo o le istituzioni dai dipendenti Mediaset e probabilmente è più corretto parlare, dato che il pubblico e il privato sono non solo coincidenti ma interscambiabili, di svolgimento di interessi privati con remunerazione pubblica .E’ un funzionario solerte allora, Paolo Romani,che dopo tanta gavetta ha debuttato nel valzer dei ministri e non un uomo di parte che tira l’acqua al mulino del padrone.

Mi permetto di avanzare quindi, ad onor del giusto, la richiesta di promozione per meriti sul campo del direttore di rai due Mauro Masi. E’ da un anno e mezzo che il temerario soldato Masi, contro ogni logica-pubblica s’intende- e orgogliosamente a viso aperto dopo essere stato intercettato in imbarazzanti telefonate con il Premier, spara cannonate su Annozero,la trasmissione più remunerativa -sempre per l’azienda pubblica- della rai.

A quando la prossima promozione?

Emilio Fusari

Ultim’ora

Posted By Tom on maggio 4th, 2010

Ultim’ora – “Non potrei come Ministro della Repubblica abitare in un’abitazione in parte pagata da altri. Questa è la motivazione principale che mi spinge a dimettermi da Ministro della Repubblica, convinto di essere estraneo a questa vicenda” Così il Ministro per lo sviluppo economico ha annunciato in conferenza stampa poco prima di mezzogiorno le proprie dimissioni. “In questa situazione che non auguro a nessuno io mi devo difendere. E per difendermi non posso continuare a fare il ministro come ho fatto in questi due anni, senza mai risparmiarmi” Così, in perfetto stile berlusconiano, Scajola sostiene la teoria del complotto mediatico; e anche Berlusconi, altri membri del Governo e della maggioranza gli ribadiscono la loro vicinanza. Certo è che nessuno di questi si è speso in modo particolarmente deciso per difenderlo.

Anche perché una difesa, a questo punto, è cosa da affidare ai più esperti avvocati, dato che i PM di Perugia hanno riscontrato la coincidenza delle versioni dei quattro testimoni: nel luglio del 2004 l’architetto Zampolini portò gli assegni circolari direttamente al ministero, luogo designato per stipulare l’atto di compravendita della casa in questione; e di fatti erano presenti anche gli altri soggetti coinvolti per la redazione del rogito, cioè il notaio Napoleone e le sorelle Papa, venditrici dell’appartamento. Le quali hanno confermato agli inquirenti di aver ricevuto quei titoli di credito direttamente dal ministro, per un ammontare complessivo di 900 mila euro. La restante parte del prezzo di compravendita, 1 milione e 700 mila euro, fu data loro in contanti. Cifra che non corrisponde ai 610 mila euro dichiarati da Scajola e nel contratto. E di fatti le sorelle Papa confermano di essersi accordati tutti per denunciare solamente tale somma. Non solo. I soldi che Zampolini ha riscosso sotto forma di assegni circolari, provengono, a detta dell’imprenditore, da Laid Ben Fathi Hidri, l’autista tunisino del già conosciuto Anemone, l’imprenditore indagato nelle inchieste sugli appalti della Protezione civile. Puzza di qualcosa di più grosso.

Certo è che, subito dopo la conferenza stampa, Scajola non ha voluto rilasciare dichiarazioni ulteriori e non ha permesso ai giornalisti di esporre le loro domande. Un atteggiamento che fa pensare che, probabilmente, il ministro non voglia chiarire davvero l’episodio; anche perché le sue tesi sono tutt’altro che convincenti. Le dimissioni, quindi, sono più che dovute.

Dimissioni a cui si sarà già abituato: dopo l’assassinio a fine marzo 2002 del giuslavorista Marco Biagi, consulente di Governo, da parte delle nuove BR, il 4 luglio Scajola lascia il Viminale, dopo numerose polemiche per non aver garantito la scorta, e per aver affermato che “era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza”.

P&L
Tom