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Posted By grim on aprile 27th, 2010

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Posts Tagged ‘silenzio’

L’uomo di Cosa Nostra – di Peter Parisius

Posted By fred on giugno 29th, 2010

Ecco il contenuto, è brevissimo:

http://www.marcellodellutri.it/

(“sito momentaneamente offLine”)

Siamo al capolinea – di Alessio Spadola

Posted By fred on giugno 29th, 2010

Diamo il benvenuto ad Alessio Spadola, nuovo collaboratore della Fionda.

In molti credono che la legge sull’intercettazioni passata al Senato sia stata creata per difendere la nostra privacy perchè è cosi che ci è stato detto dal governo. Ma forse è il caso di ricordare, come piu’ volte fatto dai vari giornalisti e opinionisti, cosa vuol dire impedire agli inquirenti di usarle.
Solo in questi ultimi anni grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali sono stati smascherati politici, mafiosi, dirigenti calcistici, imprenditori… Senza di esse non sarebbe mai stato possibile sapere di Calciopoli, non sarebbe mai stato possibile ascoltare, dalle loro vive voci, due imprenditori che ridono e giosicono del terremoto a l’aquila pensando ai frutti che avrebbero raccolto sulle spalle di nostri connazionali rimasti sotto le macerie, non sarebbe stato possibile ascoltare il nostro Presidente del Consiglio che cerca di “far fuori” giornalisti a lui indigesti, o le sue splendide conversazioni con il Sen. DellUtri, non sarebbe stato possibile arrestare tangentisti o mafiosi o medici senza scrupoli nella clinica degli orrori. Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. Forsè è questa la privacy da difendere?

Dicono che il reato di mafia è escluso, ma quasi in tutti i casi capita che vengano messi sotto intercettazioni personaggi per reati non a stampo mafioso per poi scoprire successivamente il legame di associazione mafiosa.

Tutta la stampa internazionale è sconvolta dell’iniziativa del nostro governo, non riescono a capacitarsi di come sia possibile che in un paese definito democratico il governo possa arrivare a imbavagliare l’informazione. Forse perchè semplicemnete di democratico non c’è rimasto nulla.

I giornalisti non potranno piu’ riportare le intercettazioni nella loro completezza ma potranno solo riassumerle. Quindi leggeremo delle intercettazioni deformate dall’opinione di colui che le riporta. Un giornalista di destra riassumerà in un modo, quello di sinistra in un altro, tutto questo a discapito della verità che dovrebbe essere un nostro diritto.
Ma c’è un ‘altro punto che mi mette sinceramente a disagio. Se in qulahce intercettazione dovesse uscire un reato compiuto da parte di un vescovo, il Pm sarà obbligato ad avvisare lo stato vaticano. Inutile commentarlo. Sarà inoltre vietato inetrcettare parenti o assistenti di onorevoli, cosi per loro sarà sufficiente usare parenti o assistenti appunto, per non rischiare di essere colti in flagrante.

Io credo che siamo ormai al capolinea, non credo che questo viaggio intrapreso dal governo possa ancora cotinuare nel silenzio generale.

Eremita

Accertata falsità nelle liste elettorali: la “cadrega” di Cota seriamente in bilico – di Francesco Dal Moro

Posted By fred on giugno 29th, 2010

Pericolose somiglianze

Ieri sera a Torino si è tenuta una fiaccolata a sostegno del governatore leghista della Regione Piemonte, Roberto Cota da Novara (genitori foggiani), ultimamente al centro del tormentone elettorale piemontese.

Come in quasi tutta Italia, il 28 Marzo c.a., la coalizione di centro(di centrista c’è ben poco)-destra piemontese strappò le redini della regione dalle mani del centro-sinistra(di sinistra c’è ben poco), che candidavano la discussa Mercedes Bresso, governatore allora in carica.

La vittoria tuttavia, differentemente da quasi tutta Italia, arrivò al termine di un sudato “tète à tète” e fu sancita da soli 9.000 voti.

Alcune forze dell’opposizione, Udc, Verdi, Consumatori e “Pensionati e invalidi”, sentendo odore di bruciato, presentarono ricorso al Tar, per un’attenta analisi delle firme delle liste del centrodestra “Verdi Verdi”,”Consumatori per Cota”, i “Pensionati per Cota”.

Gli ultimi risvolti vedono l’accertamento, da parte dei Pm Torinesi, di 18 firme su 19 falsate nella lista “Pensionati per Cota”, guidata da Michele Giovine, e dal padre Carlo. Non solo. Quegli stessi Pm stanno preparando le carte per agire immediatamente in sede penale contro la “premiata ditta” Giovine&Son.

Ma ciò che sferra un colpo letale alla “cadreghina” del Presidente leghista Roberto Cota, è il numero di voti che detta lista ha recato alla causa cotiana, pari a 27.000, ben più dei 9.000 che gli hanno consegnato le chiavi della regione in cui nacque l’Italia.

Prossimamente, entro una decina di giorni, il Tar si esprimerà ed emetterà un verdetto. Verdetto che potrebbe essere l’invalidazione delle elezioni, o la semplice sanzione delle liste irregolari, lasciando, in quest’ultima ipotesi, il Consiglio regionale intatto, così come Cota l’ha fatto.

L’unico precedente recente risale al 2001, quando nel 2001 il Consiglio di Stato, per alcune irregolarità dei Verdi e dei Comunisti, fece ripetere il voto in Molise

Il modestissimo governatore del Piemonte, dal canto suo, ha già organizzato una fiaccolata a suo sostegno, così da esercitare le consuete pressioni sulla magistratura, ha cercato disperati sostegni persino in Quirinale, e ha pubblicamente dichiarato, a proposito di un eventuale ritorno alle urne “sarebbe un golpe, perché vorrebbe dire violare la prima regola e cioè che la sovranità appartiene al popolo”

Comodo il pensiero al popolo, scomode le regole. Peccato che le seconde siano da rispettarsi per il primo, anche per la casta che crede di non farne parte.

Renata Polverini, Pdl, Presidente Regione Lazio

Irregolarità nelle liste, d’altronde, erano state rinvenute ancor prima delle regionali, nel Lazio e nella Lombardia. Nel primo caso il Pdl fu estromesso da Roma, salvo ripresentarsi in toto sotto falsa veste di lista civica, nel secondo scagionato dal Tar. Ora si scoprono nuovi trucchetti anche per il Piemonte, e chissà, magari domani troviamo qualcosa anche in Campania e così via.

L’allergia alle regole e al rispetto delle stesse e delle istituzioni, non contagia più solo i politici della destra italiana, ma interi liste e partiti.

Come in ogni fatto attuale, oramai, l’aspetto più sconcertante è l’assordante silenzio della stampa. Oltre alla redazione di Sky e pochi blog indipendenti, nessun altro s’è degnato di raccontare questa notizia con i dettagli e gli aggiornamenti di cui sopra. Siamo ben felici di essere tra i pochi, e che non sia la prima volta che accade, vedi l’emergenza rifiuti a palermo, il processo per estorsione a carico di Dell’Utri, il caso Favata-Berlusconi, le Ronde nere e così via….

Tuttavia, come conclusi un vecchio post, è un amaro compiacersi.

WOOLFTAIL

Il governo del fare che non fa: emergenza rifiuti a Palermo – di Francesco Dal Moro

Posted By fred on giugno 14th, 2010

Il 16 Gennaio 2009 fu dichiarato, a Palermo, lo stato di emergenza per i rifiuti.

Oggi, un anno e mezzo dopo, lo stato di emergenza è ancora in corso e sta raggiungendo i picchi massimi.

Nel frattempo sono state chiuse delle scuole per lunghi periodi, bruciati ogni notte quintali di spazzatura ammassata in strada, barricate le finestre per due estati consecutive, e promossi in Senato i responsabili.

Non solo l’emergenza sembra alquanto distante da una via in di risoluzione, dopo un anno e mezzo, ma addirittura sembra aggravarsi, a causa di diversi nodi inevitabilmente giunti al pettine.

Il primo di questi nodi riguarda il notevole buco nel bilancio dell’Amia, l’azienda municipalizzata incaricata della raccolta e dello smalitmento della spazzatura; lo scorso anno l’Amia ha registrato un disavanzo di 180 milioni di euro, non certo noccioline per una società di riufiuti, e nonostante il governo abbia successivamente stanziato per la stessa 230 milioni di euro -ed ecco il secondo nodo- persiste ancor oggi, nei bilanci della municipalizzata, una voragine di 80 milioni.

Sullo sfondo, dipendenti con diverse mensilità non retribuite, e dirigenti in continui viaggi d’oro a Dubai. Il classico “magna-magna” all’italiana? Lo è ancor di più se si pensa che Enzio Galioto, l’uomo che guidava l’Amia di Palermo lo scorso anno, è oggi Senatore dell’immancabile Pdl.

Il terzo nodo, in cui s’è imbattuto quel comunista “pettinaccio”, riguarda le vasche di contenimento e smaltimento rifiuti, dislocate sulla collina di Bellolampo nel palermitano.

Queste sono attualmente quattro, e sono destinate a rimanere tali in quanto una è in fase di dismissione e un’altra sta per entrare in funzione. Ed è proprio questa nuova vasca a rappresentare il terzo nodo, in quanto fu dichiarata per essa una capienza di 700.000 tonnellate, ridottesi a 147.000 dopo le valutazioni e i controlli dei commissari dell’Amia e dell’Università di Catania.

Questa drastica differenza tra necessità e realtà, tra aspettative e fatto compiuto, comporterà l’ulteriore inondazione di rifiuti nel palermitano, entro uno o massimo due mesi, spazzando via quell’attesa boccata di ossigeno, in senso letterale.

Infine un ulteriore problema non indifferente riguarda l’effettiva quantità di percolato (liquido che trae origine dall’infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi) sotto i rifiuti della discarica di Bellolampo.

Fino a qualche mese fa era mal stimata intorno alle 10.000 tonnellate, ora, dopo valutazioni più attente e complete, s’aggira sulle 200.000, venti volte di più, con possibili pericoli futuri per le falde acquifere. Nel Celona, un torrente che lambisce quelle zone, sono già presenti quantitativi di percolato, e non in tracce.

In questo panorama, dal 16 Gennaio 2009 a oggi, il sindaco Cammarata (sempre Pdl) è indagato, e 105 persone sono state arrestate nella Provincia di Palermo.

Ma i rifiuti restano, il puzzo e la scarsa igiene anche, e anzi crescono.

Il governo del fare, nel frattempo, non fa, e le telecamere si tengono alla distanza di sicurezza prescritta dal codice del silenzio.

Seguiranno aggiornamenti, si spera.

WOOLFTAIL