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Posted By grim on aprile 27th, 2010

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Posts Tagged ‘Ultim’ora’

Germania: 15 morti alla Love Parade – di Peter Parisius

Posted By fred on luglio 25th, 2010

Shock durante il più grande spettacolo di massa di Duisburg, nella regione tedesca della Ruhr (Nord Reno-Westfalia). La polizia aveva deciso di istituire controlli davanti al tunnel d’ingresso; i giovani che arrivavano dalla stazione e dalle vie confluenti per partecipare alla kermesse (già strapiena) si sono ritrovati schiacciati e hanno iniziato a premere sempre di più; le transenne hanno ceduto e dentro il tunnel è accaduta la tragedia.

Oltre ai (finora) 15 morti, si contano almeno 100 feriti gravi: ragazzi e ragazze calpestati dalla gente in preda dal panico. Molti altri hanno dovuto essere rianimati.
La Love Parade (ca. 1 milione e mezzo di visitatori) è andata avanti per un po’, con i partecipanti che ballavano nell’enorme spiazzo (dove un tempo c’era un’acciaieria) al ritmo di techno music; finché anche tra di loro non si è diffusa la notizia del dramma, assurdo quanto certamente inevitabile.

Originariamente, la Love Parade (un maxi rave nato nel 1989 come manifestazione pacifista, anti-razzista e contro l’omofobia) si teneva a Berlino. I problemi finanziari e le tensioni con le autorità della capitale ne hanno determinato il trasferimento a Duisburg.

Una parte notevole di responsabilità per la tragedia è da imputare alle forze dell’ordine. Ma anche per gli organizzatori si preannunciano gravi sanzioni legali.

Ultim’ora; Zaccai, dall’MSI ai Trans, passando per il Pdl!

Posted By fred on luglio 1st, 2010

Pier Paolo Zaccai, consigliere provinciale di Roma, tesserato nelle fila del “Popolo dei Libertini”, è stato ricoverato, nella mattinata di oggi, in stato confusionale, presso l’ospedale Grassi di Ostia.

A condurlo sulla barella, una nottata da un amico transessuale, all’insegna delle piste, non da ballo ma da sballo, e del sesso con più trans; d’altronde, il partito dell’amore ama tutti indiscriminatamente.

Poco prima del suo prelievo da parte dei paramedici, giunti in ambulanza, si è messo, da buon “ducetto” svarionato e indolenzito, a tenere un comizio pseudopolitico, ululando, si presume acutamente, discorsi sprovvisti di giunture logiche.

La sua carriera politica iniziò nel Fronte della Gioventù, proseguì nel Movimento Sociale Italiano (MSI) di Almirante, “camerato” dei vari Fini e Alemanno, per poi confluire in Alleanza Nazionale e sfociare definitivamente nel Pdl, partito con il quale si è conquistato l’ultima poltrona provinciale romana. Insomma, il classico fascistello privo di coerenza, pubblica e morale.

I festini con cocaina e trans stanno diventando un “habitude” per politici e Vip, si pensi a Ronaldo, Lapo Elkann, o Marrazzo; un tempo, quando il Pdl “si chiamava” ancora “Dc”, preferivano la compagnia delle giovanissime, oltre all’immancabile polverina magica dell’esaltazione.

Tuttavia, qualcuno della vecchia scuola è rimasto, “conservatore” anche in questo ambito.

Provate un po’ a indovinare di sarà mai.

Francesco Woolftail Dal Moro

Ultim’ora; elezioni in Belgio: un passo in più verso la secessione

Posted By Tom on giugno 14th, 2010

Ultim’ora – I risultati delle elezioni politiche, conclusesi ieri, mostrano un Belgio totalmente spaccato in due. Nelle Fiandre la destra indipendentista di Bart De Wever, la Nieuw-Vlaamse Alliantie (N-Va), Nuova alleanza fiamminga, diventa il primo partito con il 30% dei voti, raccogliendo un enorme consenso sul discioglimento del Regno belga. Di segno opposto, invece, il risultato nella Vallonia francese, dove Elio Di Rupo, origini abruzzesi, leader incontrastato dei socialisti, si è guadagnato il 33% dei voti e ha affermato il proprio partito, il Ps, come primo partito della Comunità francofona.

In Europa, il Belgio rappresenta l’emblematico caso dello stato unitario che si “federalizza” sotto la spinta prepotente dei due principali differenti gruppi linguistici, i Fiamminghi neerlandofoni del nord, che rappresentano il 58% della popolazione belga, e i Valloni francofoni del Sud, che rappresentano il 32% della popolazione, i quali tutti avvertono che un trattamento non differenziato non risponderebbe più ai valori di reciproca uguaglianza e democrazia. Tale processo di “federalizzazione” comincia negli anni Sessanta e per tappe successive (1969-71 e 1980) si è completato con le ultime revisioni costituzionali del 1993: da Stato fortemente centralizzato il Belgio, in questi ultimi decenni, è diventato Stato regionale (come l’attuale Italia), per poi trasformarsi, dopo il 1993, in effettivo Stato federale. L’articolato ordinamento attuale prevede più livelli di stratificazione: Governo federale, tre Comunità linguistiche, francofona, fiamminga, e germanofona (che rappresenta l’1% della popolazione), competenti in ambito linguistico-culturale e tre Regioni (Vallonia, Fiandre, Bruxelles), competenti nei settori amministrativi di ambiente, sviluppo economico, pianificazione territoriale, e infine Province e Comuni.

Le tre Comunità linguistiche del Belgio (fiamminga al Nord, francofona al Sud, germanofona a est) e la bilingue Bruxelles

Suddivisione amministrativa: le tre Regioni (Fiandre al Nord, Vallonia al Sud e la capitale Bruxelles) e le Province

Un processo attuato, quindi, per poter mantenere più unito uno Stato centrale all’insegna dell’autonomia territoriale. Ma l’impennata elettorale della N-va indica sicuramente che tale processo non si è ancora concluso e che presto potrebbe dirigersi verso la secessione delle Fiandre, che diventerebbero Stato sovrano e indipendente; la Vallonia potrebbe essere annessa alla Francia, mentre la Regione germanofona di Eupen verrebbe annessa alla Germania. Unico dubbio quello sull’entità di Bruxelles, ufficialmente bilingue ma con una larga maggioranza francofona. Questo eventuale ridisegnamento geografico seguirebbe una lunga fase di spaccatura della popolazione belga: fino alla Seconda guerra mondiale, i francofoni hanno esercitato un’effettiva egemonia culturale ed economica su tutto il Regno; l’economia vallone, basata sulla produzione carbo-siderurgica, non ha retto nel dopoguerra ed è crollata, mentre quella fiamminga, tradizionalmente basata sul settore rurale, si è innovata soprattutto nell’ambito dell’export e della tecnologia. La popolazione delle Fiandre è diventata, così, più ricca e ha incominciato a mostrarsi insofferente verso il Sud sempre più inefficiente e povero e a lamentarne il crescente assistenzialismo. Queste differenze si sono perpetrate nel tempo e oggi sono aumentate a causa della crisi, la quale ha incrementato la disoccupazione soprattutto in Vallonia. La revisione costituzionale del 1993 ha portato un complicato ulteriormente il sistema istituzionale, capace di generare un numero altissimo di conflitti istituzionali, nei quali la destra fiamminga riversa il proprio risentimento nei confronti dei compaesani francofoni.

Ed è proprio su un conflitto riguardante l’appartenenza regionale di un comune dell’hinterland brussellese, che si è arrivati alle elezioni anticipate di ieri. Yves Leterme, il cristiano democratico che vinse le elezioni del 2007, promettendo più potere alle Fiandre, ha impiegato nove mesi per formare una maggioranza formata da cinque partiti, per poi essersi dimesso nel 2008 ed essere stato rinominato premier un anno dopo. Ma l’uscita dalla maggioranza di un partito fiammingo per la succitata questione ha determinato le elezioni anticipate. E la formazione del nuovo Governo sarà altrettanto, se non di più, complicata. In Belgio i partiti sono regionali, tranne che a Bruxelles, dove i cittadini possono votare sia partiti fiamminghi che valloni, e il governo dev’essere composto da un numero pari di ministri francofoni e neerlandofoni, per garantire rappresentatività e pari trattamento ai due principali gruppi linguistici: in sostanza sono necessari quattro partiti per formare una maggioranza stabile. Il re, che da oggi inizia le consultazioni, si appropinquerà a incaricare il socialista Elio Di Rupo a formare il nuovo Governo, in quanto il partito socialista ha ottenuto 24 seggi in Vallonia, da sommarsi ai 14 seggi ottenuti dai socialisti fiamminghi. Secondo partito a livello nazionale è la N-va, che raggiunge 31 seggi in Parlamento e che, però, non avendo omologhi nella Regione francofona, renderà la creazione del Governo con i socialisti ancora più complicata di quanto non lo fosse già. Tutti gli altri partiti, sia fiamminghi che valloni, si sono ridimensionati: i liberali, i cristiano-democratici, i verdi e pure la destra xenofoba del Vlaams Belang, che pure prospettava la secessione, perdono tutti seggi e consensi in tutte le aree del Paese.

La palla ora è tutta in mano a Di Rupo e De Wever. Certamente sarà complicato che i socialisti del sud e gli indipendentisti del nord trovino uno stabile accordo. Ma sicuramente il progetto del secondo, cui non interessa la carica di Primo ministro di un Belgio in cui non crede, è il raggiungimento di un Stato confederale e di maggiore autonomia delle Comunità, che possa poi a sua volta sfociare nella scomparsa del Regno belga. De Wever propone, così, l’idea di un’Europa unita sulla base dei regionalismi e dei localismi, diventando il nuovo modello per la Lega Nord italiana, che, riconoscendosi nei Fiamminghi del nord belga, già grida alla secessione della Padania.

P&L
Tom

Ultim’ora; Tra il Pd e il Pdl, la differenza è solo di una L

Posted By fred on giugno 10th, 2010

Il ddl sulle intercettazioni è stato oggi approvato al Senato. Nessun senatore del Pdl, benchè contrario alla norma, ha potuto votarvi contro, in quanto ricattato dalla questione di fiducia.

La cosa più sconcertante, oltre ai contenuti della legge stessa, oltre alla trentaquattresima questione di fiducia in due anni, è l’assenza dei senatori del Pd alle votazioni.

Non è mia abitudine “torpiloquiare” (passatemi il termine) nei post di questo blog, ma un bello “Stronzi di merda”, o un sonoro “Coglioni del cazzo” non glielo nega nessuno, a questi finti politicanti “democratici”.

Mentre una delle più scandalose leggi dell’occidente democratico viene votata, l’opposizione che rappresenta il 30% degli elettori non partecipa alle votazioni. Risultato finale: 164 voti favorevoli, 24 contrari (provenienti da Udc e Idv). Il cittadino si aspettava, s’auspicava, una forte battaglia, invece ha potuto constatare che il Pd, ancora una volta, s’è chinato a 90 gradi e s’è (o meglio, ci ha) spalancato le natiche.

Considerata la loro più totale inutilità, è giunta l’ora in cui gli elettori di sinistra comincino a negare il voto a questi concubini del governo più anti-istituzionale dell’occidente, compiacenti e soggiacenti alla dittatura di Berlusconi, complici e co-artefici dei più grandi soprusi che la nostra Costituzione abbia mai subito.

Cari elettori di sinistra, questa sinistra, cercatela altrove, perchè tra Pdl e Pd c’è solo una L di differenza.

FRANCESCO woolftail DAL MORO

Ultim’ora; nuovo suicidio in carcere

Posted By Tom on giugno 7th, 2010

Ultim’ora – Domenica pomeriggio nel carcere di Fuorni, in provincia di Salerno, si è suicidato un altro detenuto. Il ventinovesimo dall’inizio del 2010. Alessandro Lamagna è il 34enne napoletano arrestato e condannato per rapina che si è tolto la vita impiccandosi dalla finestra del bagno della cella. I suoi tre compagni di cella, non vedendolo uscire dal bagno, hanno dato l’allarme, ma quando sono arrivati gli agenti penitenziari, il giovane detenuto era già morto. Alessandro Lamagna era originario di Napoli e da poco si era trasferito nel Cilento, quando lo hanno arrestato mentre tentava il colpo in una parafarmacia di Agripoli. Sarebbe stato libero agli inizi del 2012 e avrebbe presto rivisto sua moglie. E in carcere gli avevano detto che avrebbe potuto ottenere una forma di semilibertà per buona condotta.

Ma Alessandro non ha retto. Ed è il ventinovesimo dall’inizio del 2010. Così, il sovraffollamento si aggiunge alle principali cause del disagio psicologico dei detenuti, i quali sono costretti come bestie a una vita senza dignità. Mancano gli spazi e manca il personale. La “rieducazione sociale” rimane solo sulla carta e, al contrario, il carcere diventa un luogo sempre più criminogeno. Intanto proteste dei detenuti si sono svolte a Genova, Novara, Milano, Padova, Vicenza, annunciando un’estate di fuoco. Amare proteste, ancora inascoltate.

P&L
Tom

Ultim’ora; anche l’Ungheria ha fatto crack

Posted By fred on giugno 4th, 2010

Un nuovo default arriverà in terra europea nel giro di pochi giorni; l’Ungheria rischia seriamente una disfatta analoga a quella greca, infatti nelle ultime 24 ore è crollata di 8 punti la borsa di Budapest, e il fiorino, conio locale, si è svalutato di 5,5 punti percentuali. La causa del crack imminente è ancora una volta la sregolatezza dei conti pubblici, che, come accaduto in Grecia, sono stati falsati fino ad oggi (deficit annuale al 7,5% del Pil, contro il 3,8 dichiarato dal governo).

L’Ungheria non è un paese dell’eurozona; la moneta unica, quindi, non è messa a repentaglio dal venturo default ungherese, differentemente da quello greco.

Se il caso ellenico ha attirato l’attenzione mediatica dell’Europa intera, a causa delle conseguenze che avrebbe potuto, e tuttora può, portarsi appresso, difficilmente accadrà lo stesso con quello ungherese, in quanto la miseria investirà i poveri cittadini ungheresi senza “effetti domino” nel resto del Vecchio Continente.

Classi politcanti responsabili di immonde sporcizie e cittadini che ne pagano il salato prezzo è sempre più il leit-motiv di questi tempi di crisi economico-finanziaria.

Francesco Codadilupo Dal Moro

Ultim’ora; L’incentivo alla povertà

Posted By grim on giugno 1st, 2010

La regione Lombardia erogherà 4.500 euro a quelle donne che, pure vivendo in condizioni disagiate, decidano di non abortire.

“Nessuna donna dovrà più abortire in Lombardia a causa delle difficoltà economiche”, il commento del Presidente della Regione, Formigoni.

L’erogazione avverrà attraverso 18 rate mensili da 250 euro.  Questa misura è un incentivo alla povertà, in quanto 250 euro mensili sono una cifra ridicola, ancor più se erogata per 18 mesi; gli umani, infatti, a differenza dei Panda giganti, non lasciano la madre dopo 18 mesi di vita.

Sarebbe interessante domandare al Presidente Formigoni cosa dovrà fare una donna senza lavoro e senza risparmi, magari sola, incentivata da quei 4.500 a continuare la gravidanza, una volta cessata l’erogazione. Finito l’uovo di oggi, non arriverà certo la gallina domani.

I fondi destinati a questa geniale trovata non li potevano versare per la cassa integrazione, per la sanità o per l’istruzione?

Francesco WOOOLFTAIL Dal Moro

Ultim’ora

Posted By Tom on maggio 27th, 2010

Ultim’ora – Ennesima morte sul lavoro. Ieri, 26 maggio, Giuseppe Nava, originario di Lecce, 45 anni, precipita nel pozzo, profondo trenta metri, del cantiere Porta Nuova, tra Garibaldi, Isola e Varesine e vi rimane per circa cinque ore prima del ritrovamento. Alcuni operai raccontano di averlo visto per l’ultima volta intorno alle 15; solo alle 19, al momento dell’uscita, hanno realizzato che era scomparso e hanno iniziato a cercarlo. I vigili del fuoco hanno recuperato il cadavere intorno alle 20. L’operaio è probabilmente affogato, dato che il pozzo era pieno d’acqua per metà.

Gli ispettori della polizia e dell’Asl dovranno capire le dinamiche dell’incidente e i punti da chiarire in base agli elementi finora raccolti. Intanto il numero delle morti bianche sale, numero che solo nel primo trimestre di quest’anno ha raggiunto quota 107, di cui il 18,7% solo in Lombardia. La mattanza continua.

P&L
Tom

Ultim’ora; disastro aereo in India

Posted By Tom on maggio 22nd, 2010

Ultim’ora – Questa mattina, 22 maggio, alle 6 del mattino ora locale, un Boeing 737 dell’Air India ha preso fuoco subito dopo l’atterraggio a Mangalore, in India. L’aeroplano, partito da Dubai, aveva a bordo 166 persone, fra cui 20 bambini; 8 sarebbero i passeggeri che miracolosamente sono sopravvissuti al disastro, a fronte degli altri 158, tutti deceduti.

Uno dei sopravvissuti ha testimoniato che, subito dopo l’atterraggio, l’aereo ha cominciato a vibrare fortemente, per poi spezzarsi in due; in quel momento lui ed altri quattro sarebbero riusciti a saltare fuori, poco prima che il Boeing 737 prendesse fuoco. Sta di fatto che la visibilità nei cieli di Mangalore, come in quelli del resto dell’India meridionale, era scarsissima: nebbia, pioggia e vento hanno peggiorato la situazione di uno degli aeroporti più pericolosi del Paese, che, per questo, veniva usualmente affidato ai piloti più esperti. Ma in tempi di crisi la compagnia aerea ha dovuto accontentarsi e, così, il pilota serbo è atterrato talmente velocemente da non riuscire a evitare lo schianto con la recinzione che delimitava lo scalo.

P&L
Tom

Ultim’ora

Posted By grim on maggio 17th, 2010

Oggi in Afghanistan, tra Herat e Bala Murgab, alle 9,15 locali, un convoglio italiano è stato investito da un ordigno artigianale, probabilmente azionato a distanza.

Il computo totale dell’attentato è di due morti (le vittime di guerra 25 e 26 da quando le truppe italiane approdarono nel 2001 in Afghanistan), e due feriti.

Il Ministro della Difesa, Ignazion La Russa, ha così commentato: “Il rischio per il contingente italiano in Afghanistan è connesso all’importanza della missione”

Woolftail